Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il nucleare: davanti ai soldi, l'evidenza non basta


Il nucleare: davanti ai soldi, l'evidenza non basta
12/03/2011, 18:03

In questi giorni abbiamo sotto gli occhi la situazione del Giappone, colpito dal più violento terremoto che abbia colpito quella zona da 150 anni a questa parte e da uno tsunami violentissimo. Oltre ai danni fatti (incalcolabili, alcune città sono state praticamente spazzate via) e alle persone uccise (finora ci sono 1700 morti ma oltre 10 mila dispersi), c'è stato anche un forte danneggiamento di alcune centrali nucleari. In particolare quella di Fukushima, Nel momento in cui scrivo, le notizie ufficiali dicono che il reattore è stato raffreddato, utilizzando l'acqua di mare (la centrale è vicina al mare e c'è un condotto per lo scarico dell'acqua usata per il raffreddamento e non radioattiva; invertendo la pompa, si aspira l'acqua di mare). SI tratta di un sistema di emergenza, estremamente rischioso. Innanzitutto perchè comunque usare l'acqua di mare costringe a buttare via i tubi, in quanto il sale marino li corroderebbe in poco tempo. Il secondo rischio - per quanto paradossale - è di far fondere il nocciolo del reattore. Infatti, se il raffreddamento è eccessivamente veloce, il calore rimane intrappolato all'interno del reattore che si scalda sempre più. Questo a poco a poco distrugge i sistemi di controllo (che siano barre di grafite, acqua al cadmio o lastre di cadmio) e scatena una reazione nucleare incontrollata. Nei retatori nucleari non c'è abbastanza materiale radioattivo per provocare una esplosione nucleare come nelle bombe atomiche, ma può raggiungere anche temperature di 5000 gradi e oltre, fondendo qualsiasi sistema di protezione e arrivando all'esterno, contaminando tutto ciò che si trova nel raggio di chilometri.
Ora, che sia tutto a posto, è la versione ufficiale. Intanto ci sono stati tre contaminati, che sono ricoverati in un ospedale e sottoposti a decontaminazione, mentre il governo giapponese ha disposto la distribuzione di iodio alle persone che sono state evacuate dall'area. Lo iodio è in grado (o dovrebbe esserlo) di assorbire i piccoli danni provocati dalle radiazioni all'organismo. Quindi forse non è proprio tutto a posto.
Però nel frattempo in Italia, queste notizie vengono accolte in diversi modi. AI più non interessa assolutamente nulla, a giudicare dalla mancanza di reazioni. Una minoranza è preoccupata e sta cercando di organizzare proteste di qualche tipo, sul nucleare. Intanto ci sono state due dichiarazioni che la dicono lunga. La prima è stata del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio CIcchitto, che ha detto che questo episodio non farà cambiare idea al governo sul fatto di costruire in Italia delle centrali nucleari. Poi venerdì sera, durante la puntata di "Otto e mezzo", su La7, Chicco Testa - Presidente del Forum Nucleare Italiano - ha sostenuto che questo incidente non significa niente, perchè la centrale è stata costruita 40 anni fa e quindi ha standard vecchi.
Naturalmente le due dichiarazioni non sono nulla di strano: con gli interessi che ci sono in gioco, per entrambi, è normale che sostengano ancora il nucleare. Tanto non lo costruiscono mica vicino alle rispettive abitazioni. Tuttavia mi ha sorpreso l'assoluta mancanza di reazioni. Infatti, è vero che la centrale era vecchia, ma oltre ai normali apparati di sicurezza, erano state previste espressamente misure per resistere anche a terremoti di nono grado della scala Richter. Il punto è che non esiste nulla che possa resistere alla furia della natura, nonostante in Giappone siano all'avanguardia in queste cose. Ma in Italia? Qualcuno è veramente così stupido da credere che in Italia una centrale nucleare venga costruita con tutti i crismi? Oppure verrà costruita dalla solita cricca, che si farà pagare la sabbia che mette nel cemento a peso d'oro? La domanda non è retorica. E abbiamo anche la dimostrazione pratica: la centrale nucleare sul Garigliano. Quando nel novembre del 1980 un terremoto colpi l'Irpinia, con magnitudo 6,9 (quindi un terremoto 900 volte meno potente di questo in Giappone), anche la centrale nucleare venne danneggiata. Un'occhiata alla cartina fa vedere quanto sia elevata la distanza tra epicentro del sisma e centrale. Non ci furono conseguenze perchè la centrale era ferma già da anni, ma i danni del sisma ci furono. Eppure quando arrivò là, che potenza ci poteva essere in quelle onde sismiche? Terzo grado della scala Richter, forse quarto, ma non ci credo. Ma furono sufficienti a danneggiarla. Cosa succederebbe se si costruissero centrali nucleari all'italiana e se ci fosse un terremoto anche solo del sesto grado della scala Mercalli mentre funziona? Una eventualità non improbabile: in media un terremoto del genere ogni 15-20 anni in Italia accade. Per come vengono costruiti gli edifici in Italia, ci vorrebbe solo un miracolo per evitare la contaminazione di metà del Paese

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©