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monito di Benedetto XVI dalla Brescia di Paolo VI

Il Papa chiede di ritrovare una “Chiesa povera e libera”


Il Papa chiede di ritrovare una “Chiesa povera e libera”
09/11/2009, 20:11

BRESCIA-Visita pastorale di Benedetto XVI a Brescia sulle orme di Paolo VI. Un legame particolare unisce i due pontefici. Infatti fu proprio papa Montini ad elevare al rango cardinalizio Ratzinger che ieri ha reso omaggio ad un papa troppo spesso dimenticato e frainteso.
Da un papa d'oggi si corre a uno di ieri che appare quanto mai capace di muovere il cuore e la mente proprio in quanto non ha mai voluto essere al centro dell'attenzione, quanto piuttosto attirare l'attenzione sulle realtà che gli stavano a cuore: Cristo, la Chiesa, il mondo moderno, i poveri, la giustizia, la pace. Si può dire che la visita di papa Ratzinger a Brescia abbia ridonato a tutti, e ai bresciani in primo luogo, la stima e l'affetto per il figlio non solo della città, ma per l'erede di una lunga tradizione di fede, di cultura, di operosità, di impegno nella comunità civile. Ritrovare la pregnanza della figura di Paolo VI, spinge a ritrovare le radici migliori della società bresciana.
Dall’omelia di Benedetto XVI tutti i commentatori, dalle dirette televisive alle news in internet, hanno immediatamente colto e fatto rimbalzare la riflessione in merito all'episodio evangelico letto durante la messa: una vedova povera va al tempio e secondo l'usanza getta un'offerta nel «tesoro». Può dare solo due monetine, ma Gesù fa notare che lei nella sua povertà ha dato molto più degli altri perché ha dato «tutto quello che aveva per vivere». A partire da ciò il papa ha invitato a ritrovare una “Chiesa povera e libera”.
Si potrebbe cogliere il senso delle parole del pontefice pensando che chi non ha nulla perché ha liberamente dato tutto non è ricattabile da parte dei potenti, non è in vendita, non ha paura di perdere nulla. Chi è povero è libero. Ovviamente non ci si riferisce alla miseria, ma all'atteggiamento spirituale e alle scelte pratiche che non accettano la schiavitù che il denaro e il potere comportano. Dà da pensare questa parola del papa, dato che spesso la Chiesa è criticata proprio per le sue ricchezze. Oggi più che mai occorrerebbe una Chiesa «ricca» solo di povertà e di libertà, che non si sottometta alle leggi del dare e avere che spesso tarpano le ali alla purezza dell'annuncio evangelico.
A partire da qui appaiono quanto mai opportune le caratteristiche che secondo Paolo VI - richiamate dal papa attuale - dovrebbe vivere la Chiesa: coscienza di sé e conseguente purificazione, rinnovamento per essere sempre più fedeli al vangelo e all'uomo, amore per il mondo così com'è per renderlo migliore.

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di Mario Aurilia
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