Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Al vaglio il foglio con le richieste di cosa nostra del 1992

Il "Papello" di Riina ufficialmente consegnato ai magistrati


Il 'Papello' di Riina ufficialmente consegnato ai magistrati
15/10/2009, 13:10

Era diventato qualcosa di leggendario il "papello" presentato da Totò Riina nell 1992 per trattare con le istituzioni la fine delle stragi. Una trattativa vera e propria che sarebbe stata portata avanti tra Cosa Nostra e lo Stato. Le dodici istanze di Riina per contrattare agevolazioni per la mafia in cambio di un "cessate il fuoco", sarebbero infatti state consegnate da Massimo Ciancimino ai magitrati di Palermo e rese dunque disponibili agli inquirenti.
Se il documento dovesse venire autenticato e quindi reputato affidabile, potrebbe senza dubbio rappresentare un passo in avanti senza precedenti per scoprire la verità sulle stragi.
La prima volta che si parlò del "papello" fu nel 1998; per le dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca. Secondo la testimonianza di Brusca, infatti, fu proprio Riina in persona ad informarlo dell'opera di dialogo intercorsa tra lo stato e la criminalità organizzata: "Si sono fatti sotto – sostenne il capo di Cosa Nostra - e gli ho presentato un 'papello' di richieste lungo cosi'". Il documento fin ora rimasto a metà tra leggenda e realtà, conteneva alcune richieste molto specifiche che le istituzione si sarebbero dovute impegnare a mantenere in cambio di una tregua.
Tra queste quelle più importanti erano sicuramente la revisione del Maxiprocesso, l’abolizione del carcere duro per i mafiosi, la revisione della legge sulla confisca dei beni e l’annullamento della legge sui pentiti. Gli intermediari di tale scottante accordo sarebbero stati il capitano del Ros dei carabinieri Giuseppe De Donno e il generale Mori che, grazie alla medazione di Vito Ciancimino, sarebbero riusciti a creare una trattativa diretta con Riina. Ciò che resta da scoprire ora sono essenzilamente gli altri soggetti intervenuti nello scambio di favori tra Stato e mafia
A schiarire almeno in minima parte le torbide acque ci dovrebbero essere le dichiarazione dell'ex Ministro Martelli e la lunga audizione della dottoressa Liliana Ferraro. La Ferraro, nel 1992, era difatti alla direzione del Ministero degli Affari Penali e, le 4 ore di racconti da lei fornite agli inquirenti, potrebbero nei prossimi giorni risultare decisive per la risoluzione di buona parte del caso Riina.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©