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Il Parlamento attacca a testa bassa il Tribunale di Milano


Il Parlamento attacca a testa bassa il Tribunale di Milano
06/04/2011, 11:04

Ieri, il Parlamento ha sollevato il conflitto di attriubuzione sul caso Ruby. CIoè hanno approvato un documento in cui dicono che Berlusconi, quando costrinse la Questura a rilasciare Ruby senza fotosegnalamento, lo fece nella sua qualità di Presidente del Consiglio. Quindi titolare delle indagini non è la Procura di Milano, ma il Tribunale dei Ministri. E quindi dovrà essere la Corte Costituzionale a decidere a chi spetti.
Ma la situazione è tutta qua? No. In realtà, dietro questo semplice atto c'è un piano specifico per l'ennesimo attacco del Parlamento ai giudici, in questo caso, di Milano. Giudici che hanno l'unica colpa di trovarsi sempre Berlusconi tra gli imputati. Vediamo perchè.
Innanzitutto, primo atto: oggi i difensori di Berlusconi chiederanno ai giudici del processo Ruby di sospendere ogni attività in attesa della sentenza della Corte Costituzionale. Richiesta legittima, sia ben chiaro; poi sta al Tribunale valutare ("apprezzate le circostanze", è la formula che si usa in questo caso) se è il caso o no di farlo. Ma è una scelta solo teorica. Anche il più stupido sa che se il Tribunale non sospenderà il processo, domani ci saranno i titoloni sul fatto che il processo è politicizzato perchè la magistratura non si è fermata e cose del genere. Quindi la scelta dei magistrati non è se sospendere il processo o meno, ma se sospendere il processo o farsi bersagliare da settimane e settimane di campagna mediatica tesa a sobillare la gente contro i magistrati.
Poi c'è il secondo atto: il conflitto di attribuzione in realtà non c'è. Come ho già detto
in un altro articolo poche settimane fa, non c'è alcuna competenza del Tribunale dei Ministri. Ma è bene ricordare una cosa: quando vennero fatte le intercettazioni telefoniche nell'ambito della cosiddetta P3 (tra gli altri vennero indagati Dennis Verdini e il faccendiere Flavio Carboni) ci furono numerose intercettazioni che riguardavano il fatto che, in occasione del voto della Consulta sul cosiddetto lodo Schifani, avevano il controllo di sei dei quindici giudici. Su questo, a quanto pare, nessuno ha fatto niente; ma siamo sicuri che nel frattempo non sia andata avanti una campagna acquisti per cui i voti adesso sono di più? Anche il fatto che l'attuale presidente De Siervo (eletto a suo tempo dal Parlamento in quota Pd) stia per lasciare, da chi verrà sostituito? Serve una maggioranza qualificata per eleggere un membro della Corte Costituzionale, ma siamo sicuri che il Pd o l'Udc non dia l'ennesima mano a questo governo?
Se la Consulta decidesse - con motivi giustificati o meno - di spostare la competenza al Tribunale dei Ministri, che succederebbe? Che il processo di fatto verrebbe annullato, che il Tribunale dei Ministri dovrebbe decidere il rinvio a giudizio o meno di Berlusconi e che - soprattutto - tale decisione debba essere avallata dall'autorizzazione a procedere concessa dal Parlamento. In questi giorni gli esponenti dell'Idv e del Pd, quando si trovano a dibattere su questo punto, fanno sempre la stessa domanda: "Ma voi del Pdl e della Lega l'autorizzazione a procedere in questo caso la concedereste?". E a quel punto nessuno dice di no, ma tutti diventano evasivi: "Bisogna vedere, quando sarà valuteremo" e cose del genere.
In realtà, quindi come si vede non c'è un attacco della magistratura alla politica ma al contrario un attacco della politica alla magistratura. Un attacco che poi continua attraverso le leggi ad personam (come il processo breve o la prescrizione breve) e leggi intimidatorie nei confronti dei magistrati, come la norma sulla responsabilità civile diretta dei magistrati nei casi che non sono di dolo o colpa grave, come è adesso, ma nei casi in cui non si condivida una sentenza. Il punto è che nel momento in cui è la politica a dare ordini alla magistratura, non siamo più in un sistema democratico. SPesso si obietta: "Ma ci sono stati come la Francia dove il Pm è sotto il controllo diretto del Ministro della Giustizia". Vero. Ma non si dice che in quei casi non è il Pm che conta, ma il Giudice Istruttore, che non è sottomesso all'esecutivo. Insomma, non fanno altro che raccontarci balle; e mai una volta un giornalista che risponda a tono

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di Antonio Rispoli
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