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Fini e Schifani stendono una nota congiunta

Il Pdl continua a bloccare il regolamento televisivo sul referendum


Il Pdl continua a bloccare il regolamento televisivo sul referendum
04/05/2011, 09:05

ROMA - Ancora un rinvio in Commissione di Vigilanza Rai, perchè la maggioranza ha fatto mancare il numero legale. Argomento: la stesura del regolamento sulla par condicio in merito ai referendum del 12 e 13 giugno. Il Pdl e la Lega Nord stanno facendo di tutto per far mancare il quorum, per volontà del premier che sa che verrà sconfitto, in caso di raggiungimento del quorum, sull'unico referendum che gli interessa: quello del legittimo impedimento. E la cosa non è sfuggita, all'ennesimo rinvio richiesto, anche al Presidente della Commissione, Sergio Zavoli: "C'è un problema tecnico per il voto alla Camera (il motivo ufficialmente addotto dal Pdl per giustificare il fatto che nessuno dei membri era presente, ndr) ma c'è anche un problema politico, nel senso che sono indotto a ritenere che questa richiesta possa sottendere un risultato ostruzionistico. E' la premessa per rendere difficoltoso, se non impossibile, ricominciare il nostro lavoro".
La reazione è arrivata anche dai Presidenti di Camera e Senato, i quali hanno emanato una nota congiunta, nella quale dicono che "hanno convenuto sull'esigenza di superare la situazione di stallo che si è venuta a creare nella Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai in relazione alla mancata approvazione del Regolamento per la Par Condicio relativo ai referendum del 12 e 13 giugno. I due Presidenti si sono riservati l'adozione di eventuali iniziative per agevolare la soluzione della questione".
La notizia ha destato l'irritazione di coloro che stavano manifestando davanti Palazzo San Macuto, al punto che quando è uscito Enrico La Loggia - uno dei pochi del Pdl presente - è stato verbalmente aggredito. Poi ci ha pensato la Polizia ad allontanare energicamente i manifestanti.
Resta però il problema di un ostruzionismo sistematico della maggioranza, che vuole impedire che i cittadini vengano informati - come sarebbe loro diritto - di quello che succederà iul 12 e il 13 giugno.

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di Antonio Rispoli
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