Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Scottanti rivelazioni del pentito sulle stragi del '92-'93

Il pentito Brusca, "Trattammo anche con lo Stato"


Il pentito Brusca, 'Trattammo anche con lo Stato'
03/05/2011, 20:05

PALERMO - Giovanni Brusca depone a Firenze al processo sulle stragi del 1993 e dice che Cosa nostra nel '92 aveva trattato con Mancino, all'epoca ministro dell'Interno, e con Dell'Utri per arrivare a Berlusconi. "Non mi disse il tramite - ha aggiunto Brusca - ma il committente finale e mi fece il nome di Mancino". Riferendosi a quelli che si erano fatti sotto, Riina mi disse: "si sono rappresentati dell'Utri e Ciancimino che gli volevano portare la Lega" (forse la nascente lega del sud) "e un altro soggetto".Immediata la replica di Mancino: "E' una vendetta contro chi ha combattuto la mafia con leggi che hanno consentito di concludere il maxiprocesso e di perfezionare e rendere più severa la legislazione di contrasto alla criminalità organizzata". "Brusca - continua Mancino nella nota di risposta alle dichiarazioni del pentito - continua a riferire su di me quanto avrebbe appreso da Riina, il quale continua a non parlare. Rilevo che una prima volta Brusca riferisce accuse apprese da Riina alla vigilia di Natale del 1992, mentre oggi parla di una data fra l'uccisione del giudice Falcone e la strage di via D'Amelio (quindi diversi mesi prima). Una confusione che inficia il contenuto delle confidenze di Brusca". Quanto all'esistenza di una "trattativa" vera e propria tra Mafia e Stato, Brusca ha risposto alle domande del giudice Nicola Pisano, ripetendo che "per quel che mi riguarda, la base di tutto era il maxi-processo. Tutto il resto e il 41 bis è diventato in base agli sviluppi". La richiesta di attenuare o eliminare il regime di carcere duro sarebbe venuta "dopo Borsellino", ha aggiunto: "In quel momento" si collocherebbe "la cosiddetta trattativa, quest'offerta che arriva da Riina, per quelli che sono i miei ricordi". Il 41 bis sarebbe dunque diventato un aggravante dal punto di vista dei mafiosi. In particolare, Brusca ha fatto cenno ai "maltrattamenti nelle carceri": "C'erano sempre stati i maltrattamenti nei racconti degli uomini d'onore più anziani -ha risposto a una domanda del giudice- ma questa volta erano violenze generalizzate a Pianosa e l'Asinara. Con questo - ha concluso Brusca - non voglio giustificare o accusare". La richiesta di ascoltare Brusca è stata presentata nelle udienze scorse dalle parti civili ed e' stata accolta dalla corte d'Assise. Giovedi' 5 maggio saranno ascoltati i fratelli Giuseppe e Filippi Graviano, che saranno collegati con l'aula bunker in videoconferenza. Secondo i legali di parte civile Brusca potrà fornire dettagli importanti sul contesto in cui sono maturate le stragi.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©