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Secondo gli investigatori si tratta di un'attività del clan

Il pesce della camorra: sequestrato ingrosso a Pozzuoli


Il pesce della camorra: sequestrato ingrosso a Pozzuoli
27/09/2010, 19:09

POZZUOLI – Gli affari economici della camorra nei Campi Flegrei, sono al centro delle operazioni condotte dal Maggiore D’Aloia. Un nuovo colpo al clan Beneduce- Longobardi. I Carabiniei del nucleo investigativo di Napoli, diretti dal maggiore Lorenzo D’Aloia, hanno effettuato un sequestro preventivo per la società `Pesca Gel srl', riconducibile alle attività illecite del clan, lo stesso smantellato da un’operazione denominata Penelope lo scorso 24 giugno, che ha portato in cella 83 affiliati e capi.  Pesca GeL era stata già sottoposta a sequestro lo scorso 24 giugno, quando scattò l’operazione «Penelope» su richiesta dei pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro, Gloria Sanseverino e Raffaella Capasso, che portò in cella 83 presunti affiliati e capizona dei Longobardi-Beneduce.  La ditta era stata dissequestrata il 20 luglio scorso con provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame di Napoli che non aveva accolto il precedente provvedimento di sequestro. Poi il 20 settembre è arrivata la nuova decisione, su base di elementi investigativi, dal gip del Tribunale di Napoli.  Sotto sequestro è finito anche il conto corrente collegato alla ditta. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stimato in 315mila euro. La società e il conto erano nella disponibilità di Antonio Ferro, 29enne, socio unico.  Non è la prima volta che la ditta GROSS GEL viene sottoposta ad atti simili: il 13.6.03, il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Napoli effettuò un sequestro preventivo. Il Tribunale di Napoli XII^ Sez. Penale ordinò poi il dissequestro e la restituzione dell’azienda GROSS GEL a PELUSIO Adele, moglie di FERRO Antonio, fratello di Gaetano Beneduce. Nel mese di aprile 2008 la Gross Gel veniva sostituita dalla PESCA GEL s.r.l. della quale risultava amministratore unico FERRO Antonio, classe 1981, figlio del boss FERRO Rosario detto “capatosta” e nipote di Gaetano BENEDUCE. Secondo gli investigatori il capoclan Gaetano BENEDUCE gestiva realmente le società a lui riconducibili, decidendo quali persone collocare e far figurare nell’amministrazione. Secondo gli inquirenti tutta l’organizzazione della ditta veniva decisa e organizzata da BENEDUCE Gaetano, che ne risultava il vero proprietario, occupandosi anche della gestione della ditta in prima persona.

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di Elisabetta Froncillo
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