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Il Piano Casa


Il Piano Casa
31/03/2009, 17:03

 

 

IL NUOVO PIANO CASA (MA LA CASA DI CHI?)

di Luigi De Falco


 

Vi segnalo che Luigi De Falco è Segretario
Regionale dell'Associazione Italia Nostra e componente dell'Assise
cittadina di Palazzo Marigliano...


 

il direttore di www.notiziesindacali.com

 


 


 


 

Il governo del territorio di Berlusconi appare con sempre più evidenza quello che bada a garantire il più diffuso interesse privato, piuttosto che il più diffuso interesse collettivo.

La scelta del nostro solido condottiero in doppio petto e bandana, è stata stavolta azzeccata grazie ai suoi ottimi “consigliori” e shorter pubblicitari.

Sensibile a raccogliere voti previo sondaggi statistici tra i consumatori/elettori (sempre più preoccupati se “il prezzo è giusto” o se al grande fratello “la sexy-bionda” abbia copulato con “il bel-bruno”), ora la trovata di turno del nostro presidente “chansonnier” – riconosciamolo - è stata davvero eccezionale.

L’intera Italia dei bar, dei «fatevi i fattacci vostri», dei «ce l’ho duro», ringrazia il suo grande traghettatore. Federalismo? Stavolta non fa nulla: le Regioni pensino alle procedure, i Comuni a dare disposizioni estetiche (ma, nella più moderna logica della sussidiarietà, non avremmo dovuto fare affidamento sul “gusto estetico” degli italiani?) e le Soprintendenze provvedano a pensionare i logori funzionari, chè di nuovi non ne occorrono.

Posso finalmente ampliare casa! Una semplice comunicazione e via! Certo, anche il mio Comune avrebbe potuto deciderlo prima: chi glielo impediva? Ma immaginate quante storie si sarebbero dovute fare nelle sedi della cosiddetta “partecipazione democratica” per discutere noiosi piani regolatori: consultazioni con le associazioni (mamma mia!), lunghi e pallosi consigli comunali, dibattiti, valutazioni strategiche e/o degli impatti ambientali, alternative “opzioni zero”, verifiche degli sviluppi sostenibili, delle conformità con piani paesaggistici, piani provinciali, piani regionali, autorità di bacino: ma perché? Ma per favore, fateci fare! Certo non sul Cervino o nel cratere del Vesuvio, leggete bene, è scritto, quindi fatevi - anche voi come noi - i fattacci vostri, in fin dei conti si è detto sempre che il mattone è il miglior investimento. E poi fino a 300 metri quadrati per ciascuno, che sarà mai, ce n’è per tutti! E’ un appartamento che frutta un po’ di soldi se lo vendo o se lo fitto: c’è la crisi! L’impresa pure ci guadagna, il tecnico con pochi euro è contento, ma allora che blaterano (o fanno finta di blaterare) questi di sinistra? Non hanno anche loro una figlia da sposare, dei soldi da investire nel migliore e storicamente più conveniente dei modi?

E se la figlia da sposare non ha una casa paterna da ampliare, se appartenesse a quel ceto che nella media generale non ha suoli, nè edifici (terminati al 2008), né redditi, né stabilità lavorative, non ha prospettive, ma diritti - quelli sì - a vivere con la dignità che le spetta, con l’orgoglio di sentirsi italiana tra gli italiani? Ad avere la garanzia di un lavoro, così come di un tetto? Ma anche di vivere in un paese civile, il “belpaese”..., con l’orgoglio delle bellezze del suo paesaggio, con la tradizione della storia dei suoi invidiati territori da trasmettere con orgoglio ai figli, da mostrare con orgoglio al mondo, da sentirsi invidiata dai popoli che prendiamo a modello ma che non hanno storia, che vanno costruendosi falsi monumenti (come quell’americano miliardario che ha ricostruito la villa dei papiri in Texas), con la tradizione dei suoi testi giuridici, di una Carta costituzionale presa a modello da tanti stati democratici del mondo.

Tutto in pezzi. Picconata dopo picconata: il territorio, il paesaggio, le buone regole del diritto, la Costituzione. Cosa stiamo preparando per il futuro dei nostri figli?

Il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, l’Europa, l’Unesco, il mondo, potranno venirci in soccorso o resteranno anch’essi ammaliati dal grande affabulatore, dal simpatico barzellettiere, dallo scherzoso “chansonnier”?

Riusciranno a salvare l’Italia dal delirio del suo più spudorato speculatore?


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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