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Accusato in una sua trasmissione di essere "mafioso"

Il pomodoro Pachino si ribella e denuncia Costanzo

I rappresentanti del consorzio hanno sporto denuncia

Il pomodoro Pachino si ribella e denuncia Costanzo
12/05/2011, 18:05

PACHINO – No. Ad essere catalogato come “mafioso” non ci sta. La sua provenienza siciliana non deve trarre in inganno: è rosso come il sangue che scorre durante gli attentati malavitosi ma per il resto nulla lo accomuna a Cosa Nostra. Chi sta pensando che si tratti di una persona sbaglia di grosso: ad essere bollato come delinquente è stato nientemeno che un pomodoro. Il Pachino, per l’esattezza. Osannato sulle tavole di tutta Italia ma vessato da “mamma Rai”: eh si, perché durante una puntata di “Bontà loro”, il programma di Maurizio Costanzo, Alessandro Di Pietro (per intendere, l’esperto di consumi di “Occhio alla spesa”) e lo stesso conduttore hanno chiaramente detto di boicottare quel tipo di pomodorino perché dietro di esso si celava l’ombra della mafia.
Apriti cielo: i rappresentanti del consorzio omonimo hanno deciso di sporgere denuncia. Il direttore dell’ IGP Salvatore Chiaramida, ha detto infatti: “A testimonianza del terrorismo mediatico praticato da certe trasmissioni tv, frutto di ignoranza e superficialità, sono finora cadute nel vuoto le rassicurazioni avute dall'assessore regionale Elio D'Antrassi e dal ministro Galan circa il finanziamento di una campagna pubblicitaria a risarcimento del danno di immagine ricevuto che si è naturalmente tramutato in danno economico. Si pensi infatti che la media dei prezzi liquidati ai produttori di ciliegino IGP nel corso del mese di gennaio 2011, prima della boutade, era di 1,80-2,00 euro/kg mentre quella del mese di aprile u.s. è di 1,30-1,50 euro/kg. con un ribasso medio del 30% circa”. Insomma, un vera e propria tragedia per il paese siciliano, i cui abitanti vivono nella grande maggioranza dei casi di quello. Chissà adesso cosa diranno a loro discolpa gli imputati.

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di Ornella d'Anna
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