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Il popolo in miseria, i giornali sulle spiagge


Il popolo in miseria, i giornali sulle spiagge
15/08/2010, 19:08

Due notizie si sono incrociate negli ultimi giorni, che dimostrano il netto scollamento che c'è tra una parte degli Italia e l'Italia.
La prima è il fatto che la povertà in Italia aumenta. Dato dimostrato non solo dal fatto che metà degli italiani restano a casa, ma anche del fatto che si spende il 10% in meno, rispetto all'anno scorso (e se consideriamo che i prezzi quest'anno sono aumentati - a dir poco - del 5%, vuol dire che la spesa reale è diminuita del 15%). Inoltre aumentano i debiti: nel 2009 il debito delle famiglie è aumentato di oltre 60 miliardi di euro, cioè due volte e mezzo la manovra finanziaria appena approvata. Si tratta di una cifra spropositata, se uno si sofferma un attimo a pensarci. Eppure sono state notizie che a dir tanto si sono meritate un trafiletto sul giornale o i 60-90 secondi al TG (quei pochi che ne hanno parlato). Il punto che però mi attanaglia è: quanto sono veri questi dati? La realtà non è migliore di sicuro, ma probabilmente è maggiore. In questi giorni sono andato in giro per la provincia di Napoli, e ho visto una "quasi-normalità": moltissimi negozi aperti, un traffico pari più o meno a due terzi del normale (naturalmente non parlo delle mete classiche del turismo, come Pompei o Sorrento), tantissima gente per le strade. Ma non è una situazione che riguarda solo Napoli. Quando mai le informazioni del traffico nei primi 15 giorni di luglio non sono mai andate oltre un generico "code sull'autostrada tal dei tali"? Certo, in qualche caso c'è stato il blocco, ma dove? In caso di incidente? Beh, vorrei vedere. Alla frontiera goriziana? In Italia ci sono oltre 2 milioni di stranieri provenienti dall'est europeo. Per andare a casa a trovare i familiari, che altra strada hanno? Infatti una discreta e non ufficiale indagine, mi ha permesso di appurare che gran parte di quelle transitate al confine con la Slovenia sono famiglie in cui almeno una persona ha un nome rumeno, ucraino, russo e così via. Invece i punti critici sono stati trafficati, ma non in maniera esagerata. Per fare il tratto della A3 tra Salerno e Buonabitacolo (circa 100 Km.) questa estate quasi mai si sono superate le due ore di auto, di solito anche meno di 90 minuti; gli altri anni ci potevano volere anche molte ore. E anche negli aeroporti, non c'è stato l'assalto che c'è tutte le estate. Io in questo periodo ho potuto fare un viaggio in treno verso una località marina del sud, di sabato, senza neanche il bisogno di prenotare. Ma la controprova definitiva, se ce ne fosse stato bisogno, me l'ha data la TV. Non si vedono su nessuna TV quei servizi - che fino all'anno scorso erano quotidiani - sull'affollamento delle spiagge, i tormentoni estivi o cose del genere. E quelle rare volte che lo fa, vengono usate anche immagini di repertorio, come mi è capitato di notare su un grosso TG nazionale, dove hanno mandato immagini di almeno 3 anni fa piene di gente (i contorni della zona nel frattempo sono cambiati, anche se non in modo conclamato) spacciandole per attuali. E perchè non hanno mandato quelle di oggi? Evidentemente perchè oggi quelle stesse zone sono semideserte.
SI parla di questo? No. I giornali e le TV non ne parlano. Perchè? Perchè hanno mandato gli inviati ad Asedonia, dove Gianfranco Fini passa le proprie vacanze. E ce ne sono tanti che hanno sfasciato le scatole ai "non vip" della zona, che non possono andare al bar o a comprarsi un gelato senza averli intorno. Ma che ha fatto Fini? Nulla. Piaccia o meno, non c'è alcuna irregolarità emersa finora nella vicenda. Problemi etici? Non facciamo ridere, con un Parlamento pieno di inquisiti, condannati - anche per reati gravi come la mafia - e con un Presidente del Consiglio che è stato riconosciuto colpevole di reati come corruzione (di finanzieri, di giudici e di testimoni), falsa testimonianza, e così via. Però stanno tutti là. E la cosa ancora più grave, che dimostra che schifo di gente sono gli italiani, è che c'è anche chi compra i giornali che parlano di questa storia come se fosse una cosa seria.
Tempo fa ci fu Berlusconi che ordinò agli imprenditori di non investire in pubblicità nei giornali che non aveva sotto controllo: Repubblica, Unità e così via. Io più modestamente lancio una proposta: perchè non si compra solo i giornali che parlano di cose serie? Certo, la scelta si riduce a pochi giornali: Repubblica, il Fatto Quotidiano, Unità e pochi altri. Ma di certo non il Corriere delle Sera, per esempio, che dedica a Fini ogni giorno pagine e pagine, editoriali, ecc. Ma è così importante?

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di Antonio Rispoli
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