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La motivazione sarebbe in un viaggio a Verona senza scorta

Il prefetto vuole revocare la scorta a Ciancimino jr.


Il prefetto vuole revocare la scorta a Ciancimino jr.
08/12/2010, 13:12

CALTANISSETTA - Il prefetto Giuseppe Caruso ha deciso di togliere la scorta a Massimo Ciancimino, il figlio dell'ex sindaco di Palermo che da anni collabora con i magistrati per svelare i retroscena criminali della vita del padre. La scorta gli è stata assegnata un anno e mezzo fa per le continue minacce che lui riceve. Ma adesso Ciancimino ha violato gli obblighi connessi alla protezione, secondo il prefetto Caruso, andando a Verona senza scorta, dove ha incontrato un commercialista che alla Polizia risulta legato alla 'ndrangheta. Lo si è scoperto solo perchè nello studio del commercialista c'era una cimice e quindi lo si è saputo.
Tuttavia è indubbio che l'atteggiamento delle istituzioni nei confront di CIancimino è nettamente cambiato. Il togliere la scorta, ma anche le dichiarazioni della Procura di Caltanissetta, che ha affermato la totale inattendibilità delle dichiarazioni di CIancimino, quando l'ha iscritto nel registro degli indagati per calunnia nei confronti di Gianni De Gennaro, attuale capo del Sis, e per favoreggiamento. Tanto che non c'è da stupirsi se, interrogato dai magistrati nisseni, CIancimino si sia avvalso della facoltà di non rispondere.
Mentre continua a parlare con i magistrati di Palermo. In particolare ha raccontato loro il ruolo del "signor Franco" nel passaggio di una ingente somma di denaro in contanti all'aeroporto di Fiumiìcino nel 2004 e nell'avere rapidamente il passaporto per il figlio. In particolare si è saputo che il numero di cellulare iniziante per 337, consegnato da Ciancimino ai magistrati, era stato inizialmente sottoscritto da un camionista. Individuato e sentito a verbale, ha riferito di aver disattivato quell'utenza, perchè il cellulare era stato clonato e gli arrivavano bollette pesantissime. I tabulati di quel numero in effetti individuano anche telefonate fatte negli Usa e molte telefonate alle stazioni carabinieri di Roma. Una combinazione che potrebbe aiutare i magistrati ad individuare l'identità del "signor Franco"

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di Antonio Rispoli
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