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La risposta del Quirinale alla ricostruzione di Panorama

Il Quirinale: "Napolitano non è ricattabile"


Il Quirinale: 'Napolitano non è ricattabile'
30/08/2012, 17:22

A seguito delle presunte ricostruzioni telefoniche, intercettate dalla Procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulle trattative tra Stato e mafia, sui colloqui telefonico fra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino apparse sul settimanale Panorama, è stata pubblicata una nota del Quirinale che cita: “La pretesa di poter ricattare il Capo dello Stato è risibile. È in corso una campagna di insinuazioni e di sospetti e alle tante manipolazioni si aggiungono i falsi.” e continua “Il Presidente, che non ha nulla da nascondere, ma valori di libertà e regole di garanzia da far valere, ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia. Quel che sta avvenendo, del resto, conferma l'assoluta obbiettività e correttezza della scelta compiuta dal Presidente della Repubblica di ricorrere alla Corte costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell'istituzione". 

“Ricatto al Presidente” Questo il titolo dell’articolo di Panorama in cui sono state ricostruite le intercettazioni. Nell'articolo si possono leggere frasi anche su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della Magistratura di Palermo.

 Il comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha espresso piena solidarietà nei confronti del Presidente della Repubblica “Nel dare atto al proprio Presidente dell’assoluta correttezza dei suoi comportamenti in tutta la vicenda oggetto, ancora di recente, di pretese rivelazioni giornalistiche, il Comitato di Presidenza ricorda in particolare che le conversazioni intercettate non sono nella disponibilità del Capo dello Stato sia perché ancora sottoposte a segreto di indagine, che certo non si potrebbe istigare a violare, sia perché oggetto del conflitto di attribuzione sollevato dinnanzi alla Corte Costituzionale che ne deve decidere liberamente il destino, sia perché la loro riservatezza attiene direttamente alle prerogative istituzionali e non personali del Presidente della Repubblica” queste le parole riportate in una nota firmata dal primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo, il vice presidente del Csm Michele Vietti e il Procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani.

Al “Fatto quotidiano” Nicola Mancino commenta “Io ho mantenuto un mio atteggiamento di carattere istituzionale, non sono io che devo dire se corrisponde al vero o non corrisponde al vero quanto detto da Panorama. Gli atti dovrebbero stare secretati e non si capisce chi è che ne ha violato la secretazione”

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di Claudia Annunziata
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