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Il referendum sul nucleare si farà a dispetto della disinformazione


Il referendum sul nucleare si farà a dispetto della disinformazione
24/05/2011, 12:05

Sempre più spesso, ascoltando la TV si sentono i TG dire che non si sa se il referendum sul nucleare si farà, in quanto il governo sta per convertire in legge un decreto legge (quindi rende il decreto definitivo) in cui è prevista una "moratoria sul nucleare". Cioè si sospendono le procedure per l'individuazione dei siti dove costruire le centrali nucleari fino a che non si sarà sicuri sulle misure di sicurezza relative alla centrale. Quindi un riunvio sine die, che però può essere revocato anche il giorno dopo il referendum. E con l'aggravante che non c'è bisogno di un passaggio parlamentare o governativo: la decisione di riprendere la costruzione delle centrali dipenderebbe dal solo Preisdente del Consiglio.
Questa la norma. Ma quanto incide sul referendum? Neanche un po'. Infatti, per giurisprudenza costante della Cassazione, non basta modificare la legge che si vuole abrogare per annullare un referendum. C'è bisogno di una modifica che vada nel senso richiesto dai proponenti del referendum. Per cui, dato che i referendum vogliono l'abolizione della legge che decide la costruzione di quattro nuove centrali nucleari, l'unica modifica accettabile è una cancellazione della legge. Se anche il decreto venisse approvato a spron battuto, l'unica cosa che potrebbe accadere sarebbe un cambiamento del testo del referendum, che farebbe comunque la Cassazione, al fine di ottenere lo stesso risultato in caso di vittoria dei sì. Certo, a meno che la Suprema Corte non decida di rovesciare ciò che si fa da 35 anni; ma non ce ne sono i motivi.
Quindi, quando giornali e Tv dicono che il referendum è in forse, dicono una cosa sbagliatissima, vuoi per mancanza di conoscenza vuoi per malafede. In realtà, se vogliamo evitare che domani ci ritroviamo una centrale nucleare davanti alla finestra di casa nostra, bisogna andare a votare al referendum,

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di Antonio Rispoli
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