Cronaca / Giudiziaria

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Ritorna per costituirsi e affrontare la giustizia italiana

Il rientro dopo la latitanza: Lavitola lunedì in Italia

L’ex direttore de “L’Avanti” avrebbe scritto un dossier

Il rientro dopo la latitanza: Lavitola lunedì in Italia
13/04/2012, 14:04

BUENOS AIRES - Ha deciso di gettare la spugna Walter Lavitola, dopo otto mesi di latitanza tra Panama, Brasile e Medio Oriente. Secondo quanto viene assicurato all’Ansa da una fonte a lui vicina, l’ex direttore de “L’Avanti”, finito al centro dello scandalo Tarantini e della presunta estorsione a Berlusconi, ha deciso di lasciare Buenos Aires per fare rientro in Italia per costituirsi e affrontare la giustizia italiana. A quanto pare dovrebbe partire domenica prossima con un volo Alitalia e i giudici che si stanno occupando del suo caso sarebbero già stati avvertiti della sua decisione di fare rientro a casa.
Il ritorno nel nostro Paese, però, non sarà a mani vuote. In questi mesi in giro per il mondo Walter Lavitola, quasi sicuramente sotto suggerimento dei suoi legali, ha completato un dossier sui suoi trascorsi in Italia, che “ha rinchiuso in una cassaforte all’estero” assicura la fonte, e che è pronto a pubblicare se si renderà necessario. Lavitola si è sempre mantenuto in contatto con i suoi legali, che lo hanno raggiunto due volte, a Buenos Aires e nella proprietà agricola di un suo amico italo-argentino, situata a Salta, oltre mille chilometri dalla capitale. Dove, peraltro, il faccendiere ha trascorso gran parte del soggiorno argentino.
Che l’Italia non lo accoglierà con rose e fiori Lavitola sembra saperlo bene. Nel suo comunicato di dicembre, infatti, aveva comunque ammesso: “E’ chiaro che il mio rientro in Italia significa entrare in carcere. Non so per quanto, ma mi preparo al peggio”. Si vedrà. Ma chi gli è al fianco in queste ultime ore, lo descrive appunto “sereno”: perché, avrebbe precisato lui stesso, “non ho niente da nascondere”. L’ordine di arresto nei confronti del faccendiere dell’ultimo governo Berlusconi risale a settembre dello scorso anno: quando scattò l’operazione diretta dalla Procura di Napoli contro di lui e i coniugi Tarantini, accusati di estorsione ai danni dell’allora presidente del Consiglio.

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di Antonio Formisano
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