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Italia: il terzo mercato più importante d’Europa

Il settore crocieristico resiste alla crisi: +12% per l’estate 2012


Il settore crocieristico resiste alla crisi: +12% per l’estate 2012
23/07/2012, 11:21

In aumento le richieste per trascorrere le vacanze in crociera. Nonostante la crisi, gli italiani continuano a mostrare grande interesse per questo tipo di viaggio, per il quale si registra un incremento della domanda del +12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A rivelarlo è uno studio condotto da Noi Crociere, tour operator specializzato nella vendita di crociere online.

 

In linea con i dati diffusi da una ricerca del “Cruise Market Watch” sull’andamento del comparto crocieristico nel 2011, all’interno del panorama europeo, l’Italia si conferma uno degli attori principali. Se gli Stati Uniti restano il mercato di riferimento per il settore, le statistiche a disposizione  e le stime previsionali guardano con sempre più vivo interesse al Vecchio Continente, che segna per il 2011 una crescita del 98% - contro l’incremento del 25% del Nord America.

 

“Le crociere costituiscono una tipologia di vacanza piuttosto innovativa per gli italiani, come per il resto degli europei” commenta lo staff di Noi Crociere. “Infatti, per quanto si tratti di un prodotto turistico presente ormai da anni, rispetto alle vacanze tradizionali continua a rappresentare una grande novità: il costante miglioramento che coinvolge le navi, in termini di strutture e di servizi offerti, l’aggiunta di mete e di offerte sono determinanti in tal senso. Inoltre, l’introduzione delle minicrociere, ovvero di itinerari di più breve durata, ha contribuito e sdoganare la percezione della crociera come un viaggio necessariamente lungo e costoso, facendola percepire come una vacanza per tutte le tasche, oltre che per tutte le esigenze”. 

 

A livello europeo il mercato più consistente, per numero di viaggiatori e volume d’affari, rimane il Regno Unito, con 1,62 milioni di persone e una crescita del +6%. Seguono Germania e Italia, che fanno registrare rispettivamente una crescita +19% e 1,22 milioni di crocieristi e un incremento del +11% con 889 mila passeggeri. Anche mercati minori, come la Svizzera e l’Austria, si contraddistinguono per una crescita significativa, +20% per la prima e +16% per la seconda. 

 

Il ruolo di primo piano ricoperto dall’Italia nell’indotto crocieristico non concerne solamente il traffico di passeggeri generato, ma anche la flotta di navi di cui dispone e il numero di lavoratori impiegati nel settore. Secondo i dati divulgati dall’European Cruise Council (ECC), il Bel Paese possiede il primato per la costruzione di navi e per gli occupati (96 mila nel 2009). L’Italia è protagonista in tutta la catena del valore delle crociere: dalla produzione alla generazione della domanda, fino a giungere all’offerta.

 

Proprio quest’ultima costituisce uno dei driver più rilevanti per lo sviluppo del settore crocieristico nella Penisola che si afferma come il bacino di destinazione più importante d’Europa. Le coste italiane esercitano una forte attrazione anche per i turisti d’oltralpe. Secondo i dati raccolti dall’EBNT (l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo), nel 2010 l’ammontare dei crocieristi italiani corrispondeva al 15,4% del totale europeo, contro un volume di imbarco pari al 35,9%.

 

“Gli elevati tassi di crescita in Europa sono riconducibili, oltre all’appeal esercitato dalla vacanza in crociera, al livello di penetrazione del mercato stesso. I Paesi dell’Unione, rispetto agli Stati Uniti, presentano dei margini di crescita nettamente più ampi, come dichiarato dai principali studi di settore - che  stimano una crescita continua fino al 2020” commenta lo staff di Noi Crociere.

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di Redazione
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