Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il sogno peruzziano di una Siena “anticheggiante” nei progetti per i portici mai realizzati di Piazza del Campo


Il sogno peruzziano di una Siena “anticheggiante” nei progetti per i portici mai realizzati di Piazza del Campo
15/12/2009, 11:12


SIENA - La visione utopica, di una Siena dall’aspetto “anticheggiante” disegnata da Baldassarre Peruzzi e dalla sua cerchia, mostra una Piazza del Campo circondata da sontuosi portici mai realizzati. E’ ciò che vediamo nei fogli di architettura esposti per la prima volta nella mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” in corso presso Biblioteca comunale degli Intronati dal prossimo 19 dicembre al 12 aprile 2010. Conservati presso Biblioteca comunale degli Intronati ed esposti eccezionalmente per festeggiare i 250 anni dalla sua fondazione, alcuni di essi mostrano progetti che riflettono un drastico cambiamento d’aspetto della città proprio nei due ensembles architettonici più rilevanti: il Duomo e il Palazzo Pubblico. Siena viene percepita, nell’immaginario comune, come esempio eccellente di nucleo urbanistico medioevale, nonostante le numerose trasformazioni che subisce nel tempo. Mentre tutti gli edifici della città storica mutano, solo in questi due importanti complessi - e in qualche altro caso come nei Palazzi Sansedoni e Chigi Saracini - i restauri e gli ampliamenti curano meticolosamente l’esterno in stile medioevale, proponendo la loro visione di Medioevo idealizzato.
La continuità con la tradizione non è stata una legge indiscussa, lo dimostra la selezione di opere scelte per l’esposizione che permettono di ricostruire la visione utopica di una Siena dal volto nuovo, presente durante la prima metà del XVI secolo nei disegni di Baldassarre Peruzzi e in quelli successivi dei suoi allievi. Un primo segno di un ripensamento in chiave rinascimentale della Piazza del Campo è rappresentato dalla delibera della Balìa di Siena del 1508 che tramanda l’intenzione di Pandolfo Petrucci di costruire un porticato intorno ad essa, progetto che poi non verrà mai realizzato. Un altro esempio è l’album di cui si espongono diversi fogli con alcune variazioni sul porticato che rimandano al progetto dell’Archivio dell’Opera Metropolitana attribuito a Tommaso o Lorenzo Pomarelli, anch’esso in mostra. Questi disegni sembrano rappresentare un’esercitazione eseguita da più di una mano forse intorno al 1530. L’idea di creare un portico si ripresenterà poi anche in età barocca per giungere al Settecento quando l’architetto Paolo Posi progetterà un apparato effimero con arco trionfale e colonne imperiali, che è possibile ammirare nei disegni in mostra. Altre tracce dell’utopia peruzziana, si riscontrano nei progetti per il Duomo. Fallito il progetto del Duomo nuovo che nel XIV secolo voleva l’ingrandimento della cattedrale, Baldassarre Peruzzi con le esperienze raccolte a Roma e a Bologna, torna a Siena dopo il Sacco di Roma progetta un Duomo ancora più grande. Un riflesso di questa idea si trova su un foglio del cosiddetto Taccuino senese già attribuito a Peruzzi ed esposto in mostra. La mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” – promossa dalla Biblioteca comunale degli Intronati in occasione dei 250 anni dalla sua fondazione e realizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana – esporrà inoltre nella sala storica di via della Sapienza anche altre significative testimonianze relative alla cultura architettonica senese dal XV al XVIII secolo. Ideata da Daniele Danesi, insieme a un gruppo di studiosi composto da Daniela Arrigucci, Elisa Bruttini, Giovanni Maria Fara, Emanuela Ferretti, Gianni Mazzoni, Bruno Mussari, Mauro Mussolin, Alina Payne, Matthias Quast, Bernardina Sani e coordinato da Milena Pagni e Annalisa Pezzo, la mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” offre una selezione di opere, come i ben noti trattati di architettura legati all’opera di Francesco di Giorgio Martini, il taccuino di Giuliano da Sangallo, il trattato di Pietro Cataneo. Sono testimonianze di grande interesse che figureranno accanto ad alcune rare edizioni cinquecentesche di trattati di architettura di Vitruvio, Palladio, Serlio, Vignola. Saranno esposti inoltre il raro taccuino di Oreste Vannocci Biringucci, architetto presso i Gonzaga e le opere del celebre medico e teorico di architettura Teofilo Gallaccini, il cui trattato sugli errori degli architetti, rimasto inedito per circa un secolo, fu stampato a Venezia molto dopo la sua morte.
Una sezione della mostra sarà poi dedicata agli studi per la Cappella del Voto nella Cattedrale di Siena di Benedetto Giovannelli Orlandi, architetto stimato da papa Alessandro VII Chigi e ai progetti del meno noto Giacomo Franchini, interprete locale della grande architettura borrominiana.
Uno spazio importante nel percorso dell’esposizione è rappresentato dalle tecnologie visive impiegate per rendere più fruibile la mostra attraverso proiezioni e schermi che daranno al visitatore la possibilità di sfogliare virtualmente tutte le carte di alcuni volumi esposti e proporre confronti anche con materiali non presenti in mostra. All’esposizione sono inoltre collegati specifici percorsi didattici rivolti alle scuole, in particolare agli istituti d’arte e alle facoltà di architettura. “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” è promossa dalla Biblioteca comunale degli Intronati di Siena e realizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana. Resterà aperta, con ingresso gratuito, presso la Biblioteca comunale degli Intronati (via della Sapienza, 5) fino al 12 aprile 2010, dal lunedì al venerdì (10.00-13.00/15.00-18.00) e il sabato (10.00-13.00).
Info e prenotazioni 0577 280704, fax 0577 44293; e-mail: antico@biblioteca.comune.siena.it.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©