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Inqualificabili le parole di Rotondi e della Binetti

Il suicidio di Mario Monicelli: si è preso un diritto negato


Il suicidio di Mario Monicelli: si è preso un diritto negato
01/12/2010, 15:12

Mario Monicelli, come è noto, si è suicidato lunedì sera, gettandosi dal balcone dell'ospedale presso cui era ricoverato per un tumore alla prostata. Il perchè l'ha fatto, l'ha spiegato Paolo Villaggio in una intervista a La7: il regista non era il tipo che accettasse l'idea di essere un peso o di affrontare una lunga malattia senza speranza di guarire. Avendo 95 anni, non si faceva grandi illusioni. E così ha preso la sua decisione.
Allora a questo punto scatta la domanda: ma perchè è dovuto ricorrere da un metodo tanto duro, psicologicamente? E che, come dimostrano i fatti di cronaca, non sempr eè di sicuro effetto? Certo, nel suo caso, l'età avanzata è stata un vantaggio, c'è meno pericoli di assorbire l'urto. ma si leggono casi di persone che precipitano - volontariamente o meno - e si provocano danni fisici senza però morire. E tuttavia, rimane la domanda: che c'è di male ad usare un metodo più sicuro, come per esempio l'uso di monossido di carbonio tramite una mascherina ed un apposito meccanismo, come usava fare il dottor Klevornian (meglio conosciuto come il dottor Morte)? Certo, non sarebbe una cosa da lasciare al ghiribizzo del singolo. Richiede una serie di leggi ben chiare e disposizioni ferree, con un percorso che preveda anche un colloquio con uno psicanalista che veda se c'è una vera volontà suicida o se è solo un periodo di depressione. Ma perchè non farlo? E' una semplice norma di civiltà.
Alla Camera, dove c'è stato un dibattito sul punto, ci sono stati ex democristiani che sono stati un esempio da non seguire, con frasi che possono essere solo considerate offensive per la memoria di Monicelli. Come per esempio quelle del ministro Gianfranco Rotondi: "Temo che si trasmetta un messaggio non di carità ma di ammiccamento alle scelte assolutamente non esemplari, nel senso che non debbono essere un esempio. Procurarsi la morte e rifiutare i funerali non significa laicità, ma rifiuto del mistero della morte e penso all'impatto che tutto ciò ha sui giovanissimi". Oppure quelle di Paola Binetti, ex Pd ora trasferitasi all'Udc: "Basta, per piacere, con spot a favore dell'eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perchè Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici ed il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertà". Ora, a parte l'offesa verso parenti ed amici, ma non è detto che sia così. Ci sono persone che pensano che il suicidio sia una fine preferibile rispetto ad una lunga malattia o ad una invalidità permanente. Allora perchè non fare una legge che permetta la scelta? Dopotutto sarebbe in linea con la Costituzione, quando parla di diritto alla salute, ma non di obbligo. E se io ritengo che per la mia salute mentale sia meglio morire, perchè non devo avere questa possibilità di scelta? CHi sono la Binetti o Rotondi per impormi di vivere se io non voglio? Perchè poi è chiaro, la differenza è solo nel fatto che se io lo faccio da solo, posso diventare pericoloso per gli altri (quanti casi di esplosioni nelle abitazioni sono causate da suicidi col gas tentati o riusciti?) oppure ferirmi senza riuscire ad uccidermi, complicando ulteriormente la situazione.
Vivere è un diritto, ma questo vuol dire che posso anche decidere di mettervi fine.

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di Antonio Rispoli
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