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Pochi giorni fa il suicidio di un altro collaboratore

Il superpentito Marino Mannoia tenta il suicidio: "Lo Stato ci ha abbandonato"

DImezzate le risorse per pentiti, molti in mezzo alla strada

Il superpentito Marino Mannoia tenta il suicidio: 'Lo Stato ci ha abbandonato'
27/07/2011, 15:07

ROMA - Fu uno dei primi pentiti, dopo Tommaso Buscetta, cominciò la sua collaborazione con Giovanni Falcone nel 1989. Ed oggi, a 60 anni, Marino Mannoia, collaboratore di giustizia con tutti i crismi della credibilità, ha tentato di suicidarsi con un mix di farmaci. La moglie se n'è accorta appena in tempo e l'ha portato in ospedale. Pochi giorni dopo ha incontrato il Pm palermitano Antonio Ingroia, rivelandogli il perchè del suo gesto. Il motivo è semplice: si sente abbandonato dallo Stato. Infatti, negli ultimi cinque anni, le risorse per i pentiti sono state dimezzate ed ora sono assolutamente insufficienti. Tanto che sono diversi i pentiti che stanno letteralemente in mezzo alla strada, in quanto sono stati sfrattati dalle abitazioni che occupavano per morosità. Inutile dire che sono alla mercè della mafia: se vogliono eliminarli, non devono neanche fare troppi sforzi.
Mannoia mostrò il suo scetticismo sin dall'inizio. La prima frase del primo verbale reso a Falcone fu emblematica: "Il mio pentimento è un gesto di fiducia nelle istituzioni, anche se non noto un vero impegno dello Stato nella lotta alla mafia". Che avesse ragione, lo si seppe due mesi dopo, quando la mafia uccise la madre, la sorella e la zia, mentre camminavano in macchina per le strade cittadine. Ed oggi, a 22 anni da quel primo verbale, la situazione è la stessa: uno Stato italiano che non mostra il minimo impegno nell'attaccare la criminalità organizzata ed anzi attacca la magistratura e le forze dell'ordine che provano a fare il loro dovere. Allora erano Falcone e Borsellino; oggi sono Ingroia e i suoi colleghi siciliani. In tutti e due i casi, sono magistrati che devono agire senza la minima collaborazione da parte dello Stato, che anzi spesso li intralcia. Vedi il taglio delle risorse per i collaboratori di giustizia (dai 70 milioni del 2006 ai 35 del 2011), quello per i Tribunali (-3,5 miliardi tra il 2008 e il 2010) e quello per le forze dell'ordine (-3 miliardi tra il 2008 e il 2010, taglio dei fondi per la benzina e per le munizioni, blocco degli stipendi fino al 2014).

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di Antonio Rispoli
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