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No al provvedimento urgente chiesto al Tribunale

Il Tar del Lazio boccia ricorso di Ingroia: "Vada ad Aosta"


Il Tar del Lazio boccia ricorso di Ingroia: 'Vada ad Aosta'
29/04/2013, 14:18

PALERMO - Resta confermata, almeno per ora, la reimmissione in ruolo presso la Procura di Aosta come pubblico ministero di Antonio Ingroia, l'ex procuratore aggiunto di Palermo che aveva preso un'aspettativa elettorale per partecipare alle politiche alla guida del movimento Rivoluzione civile. Lo ha deciso il Tar del Lazio, che ha respinto un provvedimento urgente presentato dal magistrato con un decreto cautelare del presidente della I sezione quater, Elia Orciuolo.

Ingroia chiedeva la sospensiva degli effetti della delibera con la quale il plenum del Csm, l'11 aprile scorso, ha disposto il suo richiamo nel ruolo organico della magistratura e la sua destinazione alla Procura di Aosta come sostituto procuratore, e del conseguente decreto ministeriale firmato dall'ex ministro della Giustizia, Paola Severino, il successivo 16 aprile. “Avevamo chiesto un provvedimento urgente al presidente del Tar del Lazio, ha spiegato Ingroia all'Adnkronos ,e ci ha risposto che non se ravvisa il bisogno in quanto ha fissato la camera di consiglio per il 23 maggio”. “Attendo la decisione del Tar”, ha concluso il magistrato.

 In attesa dell'udienza collegiale, il Tar del Lazio ha ritenuto opportuna “la necessità che l'Amministrazione della Giustizia si avvalga comunque, allo stato, della prestazione lavorativa del ricorrente”, ovvero di Ingroia. Inoltre il presidente della I sezione quater non ha riconosciuto al ricorso del magistrato il “presupposto della estrema gravità ed urgenza ai fini dell'”adozione di misure cautelari monocratiche”, considerando “che si va a fissare in tempi brevi l'udienza per l'esame collegiale della istanza cautelare”. Nel decreto infatti si legge che “gli effetti della esecuzione del provvedimento impugnato concernente la destinazione a sede dove prestare servizio sono neutralizzabili in tempi brevi in caso di esito favorevole della istanza cautelare, cosicché non è plausibilmente ipotizzabile un pregiudizio grave ed irreparabile derivante dalla stessa esecuzione”.

 

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di Redazione
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