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La Chiese tende la mano, il batterista la rifiuta

Il Vaticano perdona i Beatles, Ringo Starr:"Chi se ne frega"


Il Vaticano perdona i Beatles, Ringo Starr:'Chi se ne frega'
13/04/2010, 19:04

ROMA - Quarant'anni fa erano stati praticamente "scomunicati" e definiti dalla Chiesa addirittura "satanisti o possibili satanisti". Ma oggi, il Vaticano, sente evidentemente l'esigenza di riscontrare maggiore simpatia ed appeal nei confronti di fedeli sempre più lontani e confusi e così, a sorpresa, decide di perdonare i demoniaci Beatles.
Ma Ringo Starr, unico sopravvissuto della legendaria band insieme a Paul McCartney, non ci sta e commenta senza mezzi termini la notizia diffusa dalle alte gerarchie ecclesiastiche:""Eravamo satanici e adesso ci perdonano? Credo che la Santa Sede abbia altre cose di cui parlare". Subito dopo, a conclusione dell'intervista, l'ex batterista taglia corto con un eloquente "I couldn't care less" ("non me ne potrebbe fregare di meno"). Ai tempi d'oro, il gruppo di Liverpool era stato protagonista di diverse provocazioni che avevano fatto indignare i religiosi e che lo avevano fatto iscrivere tra quelli che ogni buon cristiano-cattolico avrebbe dovuto evitare. Lo stesso John Lennon, all'apice del successo, dichiarò di essere più famoso di Gesù. Da quel momento il crack con il Vaticano fu definitivo e, poco dopo, lo stesso assassino della star mondiale (Mark David Chapman) utilizzò il blasfemo paragone come pretesto per giustificare il folle gesto.
Oggi, l'Osservatore Romano, ha però definito "solo una spacconata di un giovanotto della working class" le parole irriverenti del sempre ispirato Lennon; riconoscendo, inoltre, "l'eredità inestimabile" della musica proposta dai Fab Four. Certo erano troppo "disinibiti" e "spacconi" ma, alla fine, da quando si sono sciolti "nulla è stato più come prima". E così, dopo circa 4 decadi, la Chiesa prova a strizzare l'occhio a ciò che rimane di una band di uomini che in terra si sentivano dei e che, di conseguenza, non avevano mai sentito il bisogno di credere in Dio. Il risultato è poco felice ed accende nuove polemiche anche se, almeno questa volta, le intenzioni degli alti prelati potevano essere viste anche come buone. Per una volta che la Chiesa ha dimostrato un pizzico d'umanità, potrebbe osservare qualcuno.

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di Germano Milite
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