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Parziale marcia indietro del Papa, comunità ebraica applaude

Il Vaticano: "Su Pio XII valutazione di fede, non storica"


Il Vaticano: 'Su Pio XII valutazione di fede, non storica'
24/12/2009, 09:12

ROMA - Neanche il Vaticano è indenne dalle pressioni delle lobby ebraiche in Italia. E così fa una parziale retromarcia su Papa Pio XII, per cui pochi giorni fa Papa Benedetto XVI aveva firmato il "decreto sulle virtù eroiche", primo passo per farlo diventare beato. Ma la cosa non è piaciuta alla comunità ebraica, per l'eccessiva vicinanza che Papa Pacelli ebbe con il fascismo e il nazismo. Infatti in quel periodo la Chiesa prima tacque sulle persecuzioni contro gli ebrei; successivamente dal 1945 in poi, organizzò o contribuì ad organizzare la fuga di centinaia di nazisti verso il Sud America. Da qui le proteste, a cui il Vaticano ha cercato di porre rimedio con una specificazione che sa, appunto, di retromarcia: "Quando il papa firma un decreto sulle virtù eroiché di un servo di Dio, cioè di una persona di cui è stata introdotta la causa di beatificazione, conferma la valutazione positiva che la Congregazione delle Cause dei santi ha già votato - dopo attento esame degli scritti e delle testimonianze - sul fatto che il candidato ha vissuto in modo eminente le virtù cristiane e ha manifestato la sua fede, la sua speranza, la sua carità, in grado superiore a ciò che si attende normalmente dai fedeli. Perciò può essere proposto come modello di vita cristiana al popolo di Dio. Naturalmente si tiene conto in questa valutazione delle circostanze in cui la persona ha vissuto, occorre quindi un esame dal punto di vista storico, ma la valutazione riguarda essenzialmente la testimonianza di vita cristiana data dalla persona (il suo intenso rapporto con Dio e la continua ricerca della perfezione evangelica - come diceva il Papa sabato scorso nel suo discorso alla Congregazione delle Cause dei santi), e non la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative", ha detto il portavoce pontificio padre Lombardi, ai microfoni della Radio vaticana, leggendo una lunghissima nota.
La precisazione, insieme alle attestazioni di amicizia del Papa verso gli ebrei, contenute nella nota, sembrano avere avuto l'approvazione della comunità ebraica romana, nella persona del suo rabbino, Riccardo Di Segni, che pur continuando a nutrire dubbi sul valore storico di Papa Pio XII, ha detto di ritenere importante la distinzione dell'aspetto religioso da quello storico.

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di Antonio Rispoli
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