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Migliaia i commenti di solidarietà per la Première Dame

Il web con la Bruni dopo gli attacchi della stampa iraniana


Il web con la Bruni dopo gli attacchi della stampa iraniana
01/09/2010, 20:09

PARIGI - Un vero e proprio oceano di indignata solidarietà e piovuta sull'oltraggiata Carla Bruni dopo che, la stampa iraniana conservatrice, convinta di trovarsi ancora nell'anno 1000,l'aveva definita "prostituta italiana".
La colpa della Bruni, infatti, è stata quella di schierarsi apertamente e ripetutamente al fianco di 
Sakineh Mohammadi Ashtiani; condannata dalla barbara Sharia alla lapidazione su pubblica piazza per adulterio. La raccolta di firme e l'accorata lettera della compagna del presidente francese sul Daily Telegrafh, nei giorni scorsi, aveva costretto i fondamentalisti islamici ad interrompere l'esecuzione della sentenza di morte.
Per tale motivo, un quotidiano fondamentalista molto noto in Iran, aveva non solo definito "prostituta" la Bruni ma aveva anche osservato che, per il suo stile di vita, la italo-francese meritava a sua volta la lapidazione per condotta "immorale".
Un vero e proprio delirio di stampo medioevale e maschilista che ha provocato le ire di centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo e i contrattacchi di giornali come "Le Monde", "Le Figarò", "Liberacion" e "Indipendent".
In particolare quest'ultimo, con l'opinionista Julie Burchill, ha lanciato un eloquente e condivisibilissimo commento a Theran:"E' difficile credere che un regime possa essere al contempo così malvagio e così infantile come quello degli imbecilli che gestiscono l'Iran"
E proprio dalla capitale dello stato mediorientale arriva la secca (ed imbarazzata) presa di distanza da parte del ministro degli esteri che, si precisa in un comunicato, non si trova in accordo con gli insulti lanciati dal quotidiano conservatore del suo paese. Le reazioni di timida condanna e di scuse a mezza bocca dei musulmani moderati, però, lasciano intendere l'effettivo scarsissimo peso di questi ultimi in paesi dove regna incontrastato l'integralismo religioso anti-occidentale.
E dunque, per la Premièr Dame, in verità non proprio tra le first lady più popolari ed amate del globo, l'inglorioso e vile attacco da parte di parte della stampa iraniana, ha rappresentato un motivo di inaspettata (e stavolta meritata) rivalutazione positiva da parte di migliaia e migliaia di lettori francesi e non.

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di Germano Milite
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