Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Per Federacciai è una scelta sbagliata

Ilva, Bondi commissario fino a 36 mesi

Vendola appoggia commissariamento ma non Bondi commissario

Ilva, Bondi commissario fino a 36 mesi
04/06/2013, 21:11

ROMA - Il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, lasciando palazzo Chigi al termine del Cdm, ha confermato che sarà Enrico Bondi il commissario straordinario chiamato a guidare l’Ilva per i prossimi 36 mesi. Il ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che il commissario dovrà predisporre il piano dell’ambiente dell’Ilva entro 60 giorni dall’inizio del mandato. Durante il periodo del commissariamento, “la prosecuzione dell’attività produttiva – ha spiegato Zanonato – dovra' essere funzionale alla conservazione della continuita' aziendale ed alla destinazione prioritaria delle risorse aziendali alla copertura dei costi necessari per gli interventi di tutela dell'ambiente e della salute''.

Non è entusiasta della scelta Nichi Vendola che, sostenitore della necessità del commissariamento per l’Ilva, non avrebbe scelto come commissario proprio Enrico Bondi, attualmente amministratore delegato dell’azienda, nominato dalla famiglia Riva.

Più dura è la posizione di Federacciai. “Il provvedimento preso oggi dal Consiglio dei Ministri in merito alla questione ILVA ci pare francamente sbagliato e sproporzionato, non tanto e non solo in riferimento alla vicenda di Taranto, ma perché per risolvere un problema di enorme complessità rischia di fare un disastro”. Il presidente dei siderurgici italiani, Antonio Gozzi, ha commentato così la decisione del Governo di commissariare l'Ilva. ''La norma – ha spiegato Gozzi – crea un pericolosissimo precedente perché vale per tutti i siti di interesse nazionale, che fino a oggi sono tutte le fabbriche con più di 200 addetti, vale a dire tutta la media e grande impresa nazionale. Ognuna di queste fabbriche da oggi rischia di essere commissariata non per decisione di un Giudice, ma soltanto per contestazioni di violazione di norme ambientali effettuata da un PM 'inaudita altera parte'. Le previsioni contenute nella legge 231 in particolare relative all'AIA e alla gestione della stessa da parte del Ministero, vengono abrogate, rimettendo di fatto nuovamente nelle mani dei PM le decisioni relative a far funzionare o meno una fabbrica industriale. Mi auguro – ha concluso il presidente di Federacciai – che il Governo e il Parlamento si rendano conto del rischio al quale il decreto emanato espone il nostro sistema industriale e, pur nell'urgente necessità di risolvere il problema dell'Ilva, vogliano affrontare la questione con il necessario e doveroso equilibrio istituzionale e senza una così palese violazione dei diritti della libera impresa''.

Commenta Stampa
di Vanessa Ioannou
Riproduzione riservata ©