Cronaca / Giudiziaria

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La decisione dopo sentenza di sequestro dei soldi dei Riva

Ilva, Cda si dimette e minaccia: "A rischio i posti di lavoro"


Ilva, Cda si dimette e minaccia: 'A rischio i posti di lavoro'
25/05/2013, 15:30

TARANTO - Il Consiglio di amministrazione dell'Ilva, dopo la riunione odierna, convocata per valutare la sentenza di sequestro per 8,1 miliardi a carico delle attività della famiglia Riva e degli "immobili non indispensabili alla produzione" dell'Ilva, ha deciso di impugnare la decisione, appellandosi alla Corte di Cassazione. 
Inoltre hanno emesso un comunicato: "Il Consiglio di amministrazione di IIlva ha esaminato oggi il provvedimento del Gip di Taranto del 22 maggio corrente e ha dato mandato ai propri legali di impugnarlo nelle sedi competenti, l'ordinanza dell'Autorità giudiziaria colpisce i beni di pertinenza di Riva Fire e in via residuale gli immobili di Ilva che non siano strettamente indispensabili all'esercizio dell'attività produttiva nello stabilimento di Taranto. Per tali motivi il provvedimento ha effetti oggettivamente negativi per Ilva, i cui beni sono tutti strettamente indispensabili all'attività industriale e per questo tutelati dalla legge n.231 del 2012 (il decreto legge salva Ilva, ndr), dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale". 
Ma secondo fonti dell'Ilva, la decisione dei giudici mette a rischio almeno 24 mila posti di lavoro. In realtà, questi soldi servono per pagare quei miglioramenti agli impianti necessari  per inquinare. Miglioramenti che i Riva non hanno fatto e non intendono fare, dopo il decreto legge salva-Ilva che ha dato loro il via libera per continuare a guadagnare e a produrre sulla pelle dei cittadini tarantini. 

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di Antonio Rispoli
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