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I sindacati assicurano:"Assemblee ma niente scioperi"

Ilva, Fiom Cgil: "Referendum per la salute dei lavoratori"

Ferrante convoca i segretari provinciali per domani mattina

Ilva, Fiom Cgil: 'Referendum per la salute dei lavoratori'
09/10/2012, 17:47

TARANTO - Fim Cisl e Uilm Uil hanno cominciato oggi le assemblee tra i lavoratori dell'Ilva di Taranto mentre la Fiom Cgil ha avviato, sempre oggi, un referendum chiedendo ai lavoratori di esprimersi sulla propria piattaforma relativa a salute, ambiente e difesa del lavoro. Con iniziative separate, a conferma di una divisione in atto, le federazioni metalmeccaniche continuano a tenere l'Ilva al centro delle rispettive agende. Fim e Uilm, messo da parte il ricorso a nuovi scioperi (“se dovessimo scioperare, lo dovremmo fare contro Riva che è nadempiente” sottolineano), hanno deciso di confrontarsi con i lavoratori e fare con loro il punto nella settimana in cui, secondo la direttiva dei custodi e della Procura, l'Ilva deve avviare le operazioni di spegnimento degli impianti (la scadenza è l'11 ottobre). “Gli operai ci chiedono cosa sta accadendo e soprattutto che rischi corrono, quali conseguenze ci sono per i posti di lavoro” spiegano gli esponenti di Fim e Uilm. Un dato sulle conseguenze occupazionali a valle delle fermate l'Ilva lo ha fornito già ieri, in conferenza stampa, mostrando la lettera che il presidente del cda dell'azienda, Bruno Ferrante, ha inviato il 2 ottobre a custodi e Procura laddove si dice che lo stop all'altoforno 1 (operativo dall'1 dicembre) e delle batterie 5 6 delle cokerie, che sono collegate all'impianto, genererà un esubero di 942 addetti. Stando sempre alla lettera di Ferrante sono esuberi sulla carta in quanto i lavoratori saranno tutti ricollocati nelle altre aree del siderurgico. Ben diversa, invece, sarebbe la situazione se più impianti dovessero essere fermati insieme e, soprattutto, se dovesse essere fermato il grande altoforno 5. I custodi hanno intimato che anche questo altoforno sia soggetto alle procedure di avvio spegnimento entro 5 giorni, mentre l'Ilva, per ora, ha solo incaricato una società di studiare tempi e modi. La Paul Wurth ha infatti chiesto otto settimane, con conclusione a novembre, solo per analizzare i disegni dell'altoforno 5, essendo stato costruito negli anni '80 da un'altra società, la Nippon Steel, e la fermata col rifacimento dell'impianto l'Ilva la colloca tra metà e fine 2015. Ben oltre, quindi, i tempi che vorrebbero custodi e Procura. Per quanto riguarda la Fiom Cgil, il referendum e' articolato su una proposta di cinque punti, tra i quali il recepimento della legge regionale sulla valutazione del danno sanitario nella nuova Aia all'Ilva, la prevenzione e la vigilanza sanitaria sui lavoratori, la definizione di un articolato piano di risanamento degli impianti con relativo cronoprogramma. La piattaforma Fiom, una volta fatto il referendum, sarà proposta all'Ilva. “E’ un momento delicato per tutti i lavoratori diretti e quelli dell'appalto legati a doppio nodo a questo stabilimento - dice Donato Stefanelli, segretario Fiom Taranto, che in giornata ha convocato una conferenza stampa alla portineria D dell'ILVA - ed è opportuno che chi rischia due volte, il lavoro e la salute, possa dire la sua avendo ruolo e peso specifico in questa drammatica vicenda”.

Il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante ha convocato per domani mattina alle 10.30 un incontro nello stabilimento di Taranto a cui parteciperanno i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Lo si apprende da fonti sindacali. Ieri è stato il direttore del siderurgico Adolfo Buffo a incontrare i giornalisti per presentare il programma di interventi per risanare gli impianti sottoposti a sequestro. L'Ilva ritiene di aver avviato la fase di spegnimento degli altiforni con lo studio di fattibilità commissionato alla ditta Paul Wurth. La procura sabato scorso aveva inviato un ultimatum all'azienda chiedendo di iniziare le procedure entro 5 giorni. Il termine imposto dai magistrati scade giovedì 11 ottobre.

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di Valerio Esca
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