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Dopo lo stop alla produzione anche l’esclusione

Ilva, il gip esclude Ferrante. “Conflitto d’interesse”


Ilva, il gip esclude Ferrante. “Conflitto d’interesse”
12/08/2012, 15:35

TARANTO – Ancora un colpo di scena nella questione Ilva. Dopo il provvedimento che pone uno stop alla produzione, arriva la decisione che esclude il presidente Bruno Ferrante dal pool di custodi che erano stati individuati. Ferrante era uno dei componenti della squadra con il compito di guidare la nuova fase del siderurgico dal tribunale del Riesame, che lo aveva nominato al posto di Mario Tagarelli, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Taranto, individuato dalla stessa Patrizia Todisco nella prima ordinanza sullo stabilimento. Con la nuova decisione, il gip Todisco, esclude Ferrante e richiama in campo Tagarelli. Il provvedimento è stato notificato ieri sera, intorno alle 9. Alla base della decisione, le dichiarazioni con cui ieri pomeriggio il presidente del colosso annunciava il ricorso contro lo stop alla produzione.
"Le circostanze rendono manifesta l'incompatibilità del presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante pro tempore dello stabilimento Ilva con l'ufficio pubblico di custode e amministratore delle aree e degli impianti dello stesso stabilimento sottoposte a sequestro preventivo, stante il palese conflitto tra gli interessi di cui il dottor Ferrante - nella citata veste di amministratore e legale rappresentante dell'azienda - e portatore degli obblighi gravanti sui custodi ed ammistratori dei beni in sequestro" – scrive il gip, citando a questo proposito le frasi rilasciate alle agenzie di stampa di Ferrante.
Per l’Ilva futuro sempre più in bilico, dunque. Il decreto con il quale il gip ha ribadito lo stop alla produzione della grande fabbrica dell'acciaio mette in serio pericolo migliaia di posti di lavoro. E nei reparti è cominciato a serpeggiare un palpabile nervosismo. Già ieri le tute blu al lavoro nel fine settimana avevano pensato per alcune ore di tornare in strada. Poi gli animi si erano calmati. "Aspettiamo comunicazioni ufficiali dall'azienda"  -  aveva detto Mimmo Panarelli, segretario provinciale della Fim. "Certamente le indiscrezioni su questo provvedimento non fanno presagire nulla di buono. Purtroppo la tensione si sta nuovamente impennando dopo che faticosamente si era riusciti a ristabilire un minimo di serenità". "La protesta riprenderà", aveva assicurato senza incertezze Antonio Talò, segretario provinciale della Uilm. "Questa nuova decisione del giudice soffia sull'esasperazione che eravamo riusciti ad arginare con grande fatica. È un provvedimento che non comprendiamo e che per quanto ci riguarda è inaccettabile e ingiustificato".

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di Erika Noschese
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