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Parla il Presidente dello stabilimento siderurgico

Ilva, l’azienda: “Senza dissequestro dovremo chiudere l’azienda”


Ilva, l’azienda: “Senza dissequestro dovremo chiudere l’azienda”
21/11/2012, 18:49

TARANTO – “Se il sequestro preventivo dovesse permanere, pur a fronte del mutato quadro autorizzatorio, l’ovvia insostenibilità economico-finanziaria condurrebbe inevitabilmente alla definitiva cessazione dell’attività produttiva e alla chiusura del polo produttivo”. A dichiararlo sono il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, e l’avvocato Marco De Luca di Milano nell’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico presentata ieri alla Procura di Taranto.
Il dissequestro, per l’azienda, è funzionale all’attuazione di quanto l’Autorizzazione ambientale prescrive. Solo l’attività di impresa, dice l’Ilva, “può generare le risorse necessarie alla relativa ottemperanza dell’Aia”.
L’assolvimento degli obblighi dell’Aia, che pone una serie di interventi ambientali e impiantistici, richiede il ricorso al credito che risulta impossibile in presenza di provvedimenti limitativi della proprietà e della gestione dello stabilimento”. Il vincolo sull’area a caldo, dice il presidente dello stabilimento siderurgico di Taranto,  con riferimento al sequestro giudiziario, “diviene, da subito, economicamente insostenibile”.

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di Erika Noschese
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