Cronaca / Sanità

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Balduzzi annuncia: 'Al via biomonitoraggio popolazione'

Ilva, tumori aumentati dal 24% al 100% per le donne

Più 47% delle patologie in gravidanza

Ilva, tumori aumentati dal 24% al 100% per le donne
22/10/2012, 15:05

TARANTO - Le donne di Taranto si ammalano di più e più spesso. Dai dati aggiornati al 2009 forniti dal ministro della Salute Balduzzi, infatti, emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%. In particolare, - secondo i dati contenuti nel progetto Sentieri aggiornato al 2003-2009 e riferiti al sito di Taranto con Statte - si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Si registra complessivamente un aumento di tutti i tumori del 30% mentre per i bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita.  

Aumentano pure le patologie in gravidanza a Taranto nel periodo 2003-2009. Secondo lo studio, l'eccesso rispetto alla media delle "condizioni morbose di origine perinatale" era del 21% gia' negli anni 1995-2002, ed e' schizzato al 47% nel periodo 2003-2009. Mentre le malformazioni congenite, che mostravano una mortalita' in eccesso del 17% fino al 2002, nel periodo successivo "mostrano un decremento".

Per gli uomini la situazione è ugualmente drammatica. Si registra infatti un eccesso, rispetto al resto della provincia, del 30% per tutti i tumori e, in dettaglio, del 50% per il tumore maligno del polmone, superiore al 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (escluso la vescica), superiore al 30% per il tumore della vescica e per i tumori della testa e del collo, del 40% per il tumore maligno del fegato, del 60% per il linfoma non Hodgkin, superiore al 20% per il tumore maligno del colon-retto e per il tumore della prostata e al 90% per il melanoma cutaneo. 

Tutto questo si traduce in un peggioramento, da +10% a piu' 11%, del dato sulla mortalita' a Taranto. Il dato del piu' 11% cento si riferisce all'eccesso di mortalita' rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia, secondo lo studio compiuto dall' Istituto Superiore di Sanita' con l'Oms.

Il rapporto del ministero ricorda che l`area costituita dai comuni di Taranto (allora comprendenti l`attuale Statte), Massafra, Crispiano e Montemesola, in quanto area ad elevato rischio di crisi ambientale, è stata oggetto di due studi di mortalità residenziale. Il primo studio (1980-1987) ha evidenziato che "il quadro di mortalità del comune di Taranto suggeriva la presenza di fattori di inquinamento ambientale diffusi, in particolare amianto, ed una rilevante esposizione della popolazione maschile ad agenti di rischio di origine occupazionale". Il secondo studio, nei comuni dell`area (1990-1994), ha mostrato eccessi per numerose cause di morte sia tra gli uomini che tra le donne, suggerendo così un ruolo delle esposizioni ambientali. Le analisi di eterogeneità spaziale per comune, hanno indicato, inoltre, che molti degli eccessi di rischio relativi all`intera area erano presenti anche nel solo comune di Taranto, "confermando l`ipotesi di un rischio sanitario di origine industriale".

Ancora, un`analisi geografica della mortalità tumorale nel periodo 2000-2004 nelle cinque province pugliesi basata sui dati del registro regionale delle cause di morte nominative, "ha mostrato che nella città di Taranto e nel gruppo di comuni circostanti il polo industriale, è presente un eccesso per tutti i tumori tra il 10% e il 13% in entrambi i generi".

“Le evidenze scientifiche dello stato di compromissione della salute a Taranto giustificano una sistematica opera di risanamento ambientale come quella avviata con il decreto di Autorizzazione integrata ambientale approvato in conferenza dei servizi il 18 ottobre scorso”. Sono un po` sorpreso perché i dati a Taranto tendono a non scendere - ha detto oggi il ministro per la salute Renato Balduzzi presentando l`aggiornamento dei dati sullo studio Sentieri - ho la sensazione che si debba fare qualcosa di più. In sede Aia - ha spiegato - siamo andati per chiedere una svolta, che era già nelle intenzioni del ministro per l`Ambiente. Tutte le nostre proposte sono state accolte. Fra queste quella di avviare un biomonitoraggio sui lavoratori dell`Ilva e sulla popolazione di Taranto con particolare riguardo ai bambini. Abbiamo chiesto ed ottenuto la possibilità di rivedere le prescrizioni dell`Aia in funzione dei risultati del biomonitoraggio. Il ministero concorrerà a coprire le spese per l`avvio di questo sistema di monitoraggio sanitario".

Il ministero costituirà quindi un Osservatorio, con la partecipazione delle istituzioni locali, arpa, Asl ed Ares, nazionali, istituto superiore di sanità ed Ispra ed internazionali (Oms). Verrà avviato anche uno studio fra gli allevatori che hanno lavorato presso masserie dislocate nel territorio della provincia di Taranto per acquisire dati dalle analisi del sangue.

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di Veronica Riefolo
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