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Immigrati: paura per scontri anche a Castelvolturno


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Immigrati: paura per scontri anche a Castelvolturno
13/01/2010, 15:01


CASTELVOLTURNO - Castelvolturno e Rosarno, due territori simili malgrado li dividano centinaia di chilometri. Le campagne del Casertano e quelle calabresi hanno la stessa faccia, lo stesso odore di fatica pagata con pochi spiccioli. Molti degli immigrati protagonisti degli scontri a Rosarno, per alcuni mesi all’anno lavorano a Castelvolturno. Sono gli stessi nuclei, le stesse famiglie che si spostano alla ricerca di lavoro. E che sono arrivate al limite della sopportazione. Così anche Castelvolturno rappresenta una bomba pronta ad esplodere, con una miccia troppo corta. Le associazioni che tutelano i diritti degli extracomunitari sono chiare: anche nel Casertano c’è lo stesso clima, lo stesso sentimento di disagio. Situazioni di illegalità diffusa, di sfruttamento, che trasformano quella che potrebbe essere la prima città africana in Italia in un covo di rancore, a vantaggio dei moderni signorotti feudali, dei latifondisti del duemila. Della malavita organizzata che, con un salto temporale di qualche centinaio di anni, ha ripristinato la schiavitù. Casltevolturno, Mondragone, fino al basso Lazio: dall’estate 2008 non è cambiato nulla: decine di immigrati stipati in spazi angusti, in condizioni igieniche pietose.

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di Redazione
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