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Consiglio dei ministri d’urgenza e lampo

Immigrazione, deliberato lo stato di emergenza

Oltre 2700 extracomunitari sbarcati in Italia

Immigrazione, deliberato lo stato di emergenza
12/02/2011, 15:02

È stato deliberato lo stato di emergenza umanitaria a seguito dell’afflusso di numerosi cittadini nordafricani nel territorio meridionale. Tale delibera, a quanto pare, servirà a consentire “l’immediata adozione, con ordinanza di Protezione Civile, delle misure necessarie per controllare il fenomeno e assistere i cittadini in fuga dai paesi nordafricani”. La decisione arriva dal Consiglio dei ministri, convocato con urgenza dopo gli ultimi episodi di cronaca registrati. Un Cdm lampo che, oltre alle tante assenze di ministri dovute anche alla convocazione improvvisa della riunione, è stato caratterizzato dalla velocità dei tempi: infatti è durato appena 5 minuti, come confermato dalla nota diffusa da palazzo Chigi al termine della riunione. Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Giorgia Meloni, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Giulio Tremonti e l’immancabile Gianni Letta: erano questi, secondo fonti governative, i presenti a palazzo Chigi. Misure necessarie, dunque, e anche in tempi immediati. A farsi portavoce del governo è il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: “Abbiamo chiesto all’Ue di attivarsi”. Intanto, secondo una stima degli ultimi giorni ammonterebbe a oltre 2.700 migranti, soprattutto tunisini, il numero di persone giunte in Italia. A Lampedusa, nel frattempo, il Centro di permanenza temporanea resta chiuso. Immediata la reazione dell’opposizione che ritiene lo stato d’emergenza proclamato dal Consiglio dei ministri “un atto dovuto” e quindi “la scelta del Cdm è corretta, anche se quando la stessa misura veniva presa dal governo di centrosinistra erano sempre pronte le critiche dei falchi”. Ma “naturalmente occorre fare molto altro”. Il Pd, attraverso le parole dell’ex ministro Livia Turco, sottolinea come l’intervento d’urgenza dell’esecutivo per gli sbarchi a Lampedusa “non basta” a risolvere la questione immigrati.


 
 

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di Antonio Formisano
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