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È importante che la Tunisia rispetti lo stop delle partenze

Immigrazione: il piano del Viminale, 6 navi a Lampedusa

Intanto è polemica sulle tendopoli in Puglia

Immigrazione: il piano del Viminale, 6 navi a Lampedusa
29/03/2011, 10:03

ROMA – Sei navi per “svuotare” l’isola e almeno altre due tendopoli, una a Trapani e l’altra in provincia di Pisa, per accogliere i migranti sbarcati in questi giorni. Mentre a Lampedusa continua senza sosta l’arrivo di migranti, prende forma il piano targato Viminale, che ha l’obiettivo di liberare l’isola, ormai invasa da oltre 5.000 anime in più tra tunisini e persone di altra nazionalità. L’accelerazione del piano, scattata anche e soprattutto in seguito ad una situazione fuori controllo a Lampedusa (sono di ieri le diverse manifestazioni di protesta da parte dei residenti), prende in considerazione anche l’ipotesi dei rimpatri forzati in Tunisia. Sono questi i punti salienti del piano di emergenza che stanno ultimando i tecnici dell’unità crisi del Viminale e che dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri domani, in modo tale da far partire nell’immediato le sei navi che dovrebbero svuotare l’isola. Su tutto, però, l’intesa raggiunta, venerdì scorso, dai ministri Maroni e Frattini con le autorità tunisine al fine di bloccare le partenze. L’impegno dell’Italia per fronteggiare l’emergenza immigrati sembra andare anche oltre. Il nostro Paese si è impegnato, infatti, a fornire uomini, mezzi e apparecchiature per il controllo dei porti, ad addestrare le forze di polizia e a mettere sul piatto 150 milioni per il rilancio dell’economia. Oltre ad una dote di 2.500 dollari, nonostante le critiche scontate della Lega, per ogni tunisino che volontariamente decide di rientrare nel proprio Paese. Tutto ciò potrà avere esito positivo solo se ci sarà da parte della Tunisia l’impegno a rispettare gli accordi presi: bloccare i flussi migratori. Nel frattempo la necessità è quella di liberare Lampedusa al più presto. Domani arriveranno sull’isola cinque navi passeggeri e la San Marco della Marina Militare, per un totale di diecimila posti. L’obiettivo è quello di portare via tutti i migranti, sperando che non ne arrivino altri. Per ospitare gli oltre cinquemila tunisini, il Viminale ha deciso di individuare una serie di aree dove allestire le tendopoli e utilizzare alcuni dei 13 siti messi a disposizione dalla Difesa che, nelle intenzioni del governo, avrebbero dovuto accogliere soltanto i profughi provenienti dalla Libia: tra caserme e aree dismesse ci sono Trapani, Marsala (Trapani) e Torretta (Palermo) in Sicilia, Manduria (Taranto), Carapelle (Foggia) e San Pancrazio Salentino (Brindisi) in Puglia, Boceda (Massa Carrara) in Toscana, Monghidoro (Bologna) in Emilia Romagna, Cirè e Front (Torino) in Piemonte, Castano Primo (Milano) in Lombardia, Clauzetto (Pordenone) e Sgonico (Trieste) in Friuli Venezia Giulia. Due campi sono di fatto già in funzione: la tendopoli di Manduria, dove ci sono circa 600 migranti e oggi ne arriveranno con la nave Grimaldi altri 827, e quella nell’ex aeroporto di Chinisia a Trapani, dove si sta predisponendo l’accoglienza per 500 persone.

È POLEMICA SULLA TENDOPOLI IN PUGLIA. GLI 827 SONO SBARCATI A TARANTO
La tendopoli è ancora un cantiere, ma oggi arriveranno altri 827 immigrati tunisini, facendo salire il numero degli ospiti ad oltre 1.200, e non si sa se le tende saranno pronte per tutti. Completare l’allestimento della struttura, inoltre, non è semplice specie se - come è accaduto nel pomeriggio di ieri - arriva la pioggia battente e persino quei piccoli pannelli solari che dovrebbero riscaldare le docce sembrano impossibile. “Manduria non ospiterà più di 1.500 persone provenienti da Lampedusa”, ha garantito il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, aggiungendo che su Manduria ci sarà “un’attenzione straordinaria”. Ma il presidente della Regione non ha gradito. Il governatore Nichi Vendola non ha risparmiato neppure il ministro dell’Interno. “Gioca con l'intesa tra le Regioni - ha detto -. Martedì nella riunione al Viminale abbiamo dato la nostra disponibilità all’accoglienza, poi subito ci manda la tendopoli e io attendo ancora che mi chiami al telefono per dirmelo”. Una tendopoli che da dal momento che arriveranno in pullman gli altri 827 tunisini, che sono già sbarcati a Taranto, rischia di diventare di difficile gestione.

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di Antonio Formisano
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