Cronaca / Sangue

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Un Vigile del Fuoco si impicca in caserma

Imperia: non supera il suicidio del figlio e si suicida 8 mesi dopo


Imperia: non supera il suicidio del figlio e si suicida 8 mesi dopo
08/03/2010, 14:03

IMPERIA - Otto mesi fa, il figlio di 22 anni, dopo aver preso una multa per guida in stato di ebbrezza, si sparò un colpo in testa, convinto che quella multa gli avrebbe impedito di fare il Vigile del Fuoco come il padre. Oggi è stato il padre, Ivan Gismondi, che ha deciso di porre fine alla propria esistenza, impiccandosi nella caserma che lui dirigeva. Una triste fine, causata dal rimorso di non avere impedito il primo suicidio.
Tutto è iniziato la notte del 28 giugno 2009, quando il giovane Nadir viene fermato per un controllo alcolemico ad Imperia. Il responso della macchinetta è impietoso: 0,7 milligrammi, contro un limite consentito per legge di 0,5. Infrazione lieve, multa e via, sembra tutto finito. Ma non per Nadir, che non si sente all'altezza di quel padre che lui considera un eroe. Quindi torna a casa, impugna la Glock per tiro sportivo che aveva in casa, regolarmente denunciata, e si spara un colpo alla testa. L'episodio crea un forte shock, in Ivan, che non riesce a superare il rimorso. Nonostante questo cerca di andare avanti, ma il tarlo era rimasto. E così oggi si è impiccato nella camera di cui dispone all'interno della caserma dei Vigili del Fuoco. QUando i colleghi si sono accorti di ciò che era successo, era troppo tardi.

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di Antonio Rispoli
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