Cronaca / Sangue

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Imprenditore pestato e ucciso dopo rimprovero: 2 arresti


Imprenditore pestato e ucciso dopo rimprovero: 2 arresti
15/05/2009, 18:05

(Ansa) - Due uomini sono stati arrestati dai carabinieri nel Napoletano per la morte di Giuseppe Imperatrice, l'imprenditore di 44 anni residente a Portici (Napoli) e titolare di un'azienda di coibentazione a San Sebastiano al Vesuvio. Salvatore Sorrentino (33 anni) di Portici e Domenico Borrelli (32 anni) di Ercolano sono accusati di aver provocato la morte del piccolo imprenditore a seguito di una lite per 'motivi lavorativi'. I due sono stati arrestati, la scorsa notte, dai carabinieri di Napoli che hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Nola su richiesta del pm Valeria Sico. L'episodio risale al pomeriggio del 10 aprile. Sorrentino e Borrelli rispettivamente capo cantiere ed operaio di una ditta che aveva subappaltato una commessa all'azienda della vittima, si sarebbero presentati in ritardo nella sede di Imperatrice in via delle Industrie a San Sabastiano al Vesuvio e per questo motivo sarebbero stati rimproverati. L' 'affronto' pero' sarebbe stato vendicato dopo qualche ora: in serata i due a bordo di una 'Micra' presa a noleggio si sarebbero recati nella sede dell'imprenditore; da qui lo avrebbero prelevato per portarlo in un luogo isolato. Al termine della lite lo avrebbero colpito con un corpo contundente alla nuca, scaricandolo, privo di sensi, davanti all'ospedale 'Apicella' di Pollena Trocchia. Le indagini successive hanno permesso di stabilire che i presunti colpevoli fornirono ai carabinieri una versione non veritiera dei fatti. Imperatrice fu trasportato per la gravita' delle ferite all'ospedale 'Loreto Mare' di Napoli dove mori' la sera del 12 aprile poco prima delle 21. Nella notte si procedette all'espianto degli organi precedentemente autorizzato dai familiari: lo stesso Imperatrice aveva beneficiato, in passato, di un trapianto di cornea. Imperatrice, aveva concentrato i suoi interessi imprenditoriali a San Sebastiano al Vesuvio e per qualche anno aveva lavorato anche al Nord Italia. Viveva a Portici, dove era molto stimato, in un piccolo appartamento in una strada del centro storico con la moglie e due figlie. Commozione e dolore ai funerali celebrati nella Chiesa di San Ciro: sulla bara, salutata da un lungo applauso, c'era un cuscino di rose rosse e l'augurio sussurrato da conoscenti di 'fare giustizia'.

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di Redazione
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