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E' la storia di Enzo Amoroso di San Giorgio a Cremano

Imprenditore sotto scorta: ha svelato business cimiteri


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Imprenditore sotto scorta: ha svelato business cimiteri
14/06/2010, 14:06

SAN GIORGIO A CREMANO – Ha denunciato il racket delle pompe funebri, vive sotto scorta da un anno. E’ la storia di Enzo Amoroso, 45 anni, imprenditore di San Giorgio a Cremano. Grazie a lui sono finite in carcere circa 30 persone collegate alla 'criminalità funeraria' e ci sono due processi ancora in corso. La storia di Amoroso, l'unico in Italia che abbia la scorta 24 ore su 24, è finita sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. L’imprenditore di pompe funebri ha raccontato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli gli affari illeciti che ruotano intorno alle pompe funebri in provincia di Napoli. “Hanno tentato di farmela pagare due volte – racconta Amoroso - Mi sono salvato e dico grazie ai carabinieri, ai colonnelli Burgio e Maruccia e al generale Mottola. A tutti quelli che ogni giorno mi proteggono”. Il racket delle pompe funebri campane è diffuso, le imprese “pretendono l’esclusiva dei funerali che si svolgono nel loro Comune”, ci sono imprenditori “che giocano sull’equivoco e impongono tariffe e balzelli assurdi. Ad esempio, un feretro viene trasportato da Torre del Greco a San Giorgio. Si fanno pagare una tassa per ogni Comune attraversato dal carro funebre: Torre, Ercolano, Portici e San Giorgio. Così i costi lievitano” Le mani della camorra arrivano anche nelle sale mortuarie degli ospedali: “C’è il medico o l’infermiere che chiamano i familiari e consigliano la ditta. Persino i portantini di ambulanze girano con i bigliettini in tasca delle ditte da proporre. Un cadavere segnalato alla ditta giusta vale 50 euro”.

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di Antonella Losapio
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