Cronaca / Sangue

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Gli inquirenti indagano sui problemi economici della vittima

Imprenditore ucciso, l’usura dietro l’omicidio


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Imprenditore ucciso, l’usura dietro l’omicidio
29/01/2010, 15:01

BOSCOREALE – Potrebbe esserci l’usura dietro l’efferato delitto di Gerardo Del Sorbo, l’imprenditore di Boscoreale il cui corpo è stato ritrovato mercoledì pomeriggio nel piazzale della sua ditta in via Cimitero.
Spunta dunque una nuova pista per un omicidio che ha sempre più i contorni di un vero e proprio giallo. Quasi un film dell’orrore. Gli assassini, infatti, dopo aver freddato l’uomo con un colpo al cuore, sparato con una pistola a distanza ravvicinata, si sono accaniti sul corpo dell’imprenditore, mozzandogli la testa, ritrovata poi ad una ventina di metri dal cadavere dilaniata dal pastore tedesco libero all’interno del piazzale. Una scena raccapricciante quella che si sono trovati di fronte i carabinieri del Comando Gruppo di Torre Annunziata intervenuti sul posto allertati da un ex dipendente che aveva appuntamento proprio mercoledì con Del Sorbo e che per primo ha notato il corpo riverso a terra.
Proprio le modalità del dell’omicidio, spingono adesso gli investigatori a concentrare le loro indagini su un delitto avvenuto per punizione nell’ambito del mondo dell’usura. L’imprenditore, 44 anni, uomo tranquillo nel cui passato non sembra esserci alcuna macchia, stava vivendo un momento difficile legato a problemi economici che lo avevano costretto a chiudere la propria azienda di costruzioni in legno. Accantonata dunque la pista della rapina finita in tragedia, prima ipotesi presa in considerazione visto il disordine trovato in casa del 44enne ma probabilmente solo simulato per depistare le indagini, l’inchiesta seguita dal pm Lucio Giugliano, riparte proprio da un possibile forte indebitamento dell’imprenditore con personaggi poco raccomandabili che potrebbe essergli stato fatale. Si scava quindi nella vita privata dell’uomo, tra le sue frequentazioni, amici, familiari e conoscenti; e si passano a setaccio i tabulati telefonici per risalire alle ultime chiamate effettuate e ricevute, in cerca di una traccia per cercare di dipanare la complicata matassa del delitto di via Cimitero.
Qualche risposta potrebbe già fornirla l’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore e grazie alla quale gli investigatori sperano di risalire all’arma utilizzata per sezionare il cadavere, che non è stata ancora ritrovata e a stabilire con maggiore precisione modalità e tempi dell’omicidio.
Intanto però non si trascurano altre ipotesi come quella del delitto passionale.
Da chiarire poi il perché della presenza sulla scena del crimine, di una pistola calibro 7,65, ritrovata vicino al corpo dell’imprenditore e risultata poi non armata. L’arma potrebbe essere stata impugnata dalla stessa vittima per difendersi da qualcuno che probabilmente conosceva e di cui aveva timore. Quasi sicuramente la persona che è poi diventata il suo assassino

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di Elisa Scarfogliero
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