Cronaca / Nera

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L'uomo aveva 47 anni è stato trovato da un operaio

Imprenditore vittima della crisi suicida nel suo capannone

La tragedia è avvenuta nel trevigiano

Imprenditore vittima della crisi suicida nel suo capannone
05/03/2013, 18:29

TREVISO - Un imprenditore trevigiano Stefano Busato, 47 anni, si è impiccato questa notte nel capannone della sua azienda, a Quinto di Treviso. Tra le cause del gesto i carabinieri non escludono quella di una crisi che aveva travolto l'azienda. L'uomo era socio della Ebla, un'azienda specializzata in trattamenti termici. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri l'uomo era andato nella ditta per controllare il regolare funzionamento dei macchinari, funzione che svolge ogni notte. Invece ha appeso una corda ad una trave in ferro del capannone e si è impiccato. A trovare il corpo è stato un operaio. A rendere fragile lo stato psicologico dell'uomo vi sarebbe un ordine acquisito ma poi revocato da parte di un importante committente. All'episodio, correlato alle difficoltà che da anni attraversano il comparto metalmeccanico e che non hanno risparmiato la piccola azienda di cui era contitolare, vanno probabilmente aggiunti altri elementi di criticità del suo percorso imprenditoriale. Fra questi, il ripetersi di un guasto tecnico ad uno dei forni usati per il trattamento dei metalli che ne aveva provocato, lo scorso anno, la distruzione. A scoprire il corpo dell'uomo, ormai privo di vita, sono stati dei lavoratori di un'azienda confinante, con i quali la vittima era solita trascorrere tutti i giorni qualche minuto alla macchinetta del caffè. Il gesto pare più dovuto ad un momento acuto di scoraggiamento che ad un'azione premeditata, dato che nella sua automobile gli investigatori hanno trovato un quotidiano appena acquistato e che nessun messaggio pare sia stato lasciato per i familiari. “Sono episodi che continueremo a registrare - ha detto il presidente della Confartigianato di Treviso, Mario Pozza - perché le richieste di aiuto alla nostra associazione vanno aumentando. Proprio questa mattina ho ricevuto la telefonata di un associato in lacrime - conclude - colto dalla disperazione perché la sua banca non vuole rinnovargli un fido di 8 mila euro”.

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di Valerio Esca
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