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“Momento buono per la rivoluzione”

Imputati delle nuove BR: “violenza, il momento è buono”


Imputati delle nuove BR: “violenza, il momento è buono”
15/05/2012, 19:05

MILANO – Momenti di tensione nella maxi-aula della Corte d'Assise di Milano dove si svolge il processo d'appello alle nuove Br.“Avanti la rivoluzione, è il momento buono”. Alfredo Davanzo, presunto ideologo delle Nuove Br, dalla gabbia dell'aula della Corte d'Assise di Milano, ha risposto così alle domande dei cronisti sulla gambizzazione dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.
Tra pugni chiusi e proclami, ci sono stati forti momenti di tensione quando tre dei sette presunti brigatisti, imputati nel nuovo processo d'appello, hanno inneggiato all'uso delle armi e i giudici hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine per sgomberare l'aula in cui erano presenti i familiari dei detenuti e un gruppo di giovani che ha mostrato la scritta ‘solidarietà’ disegnata sulle magliette.
Vincenzo Sisi, presunto capo della cellula torinese condannato a 13 anni e 5 mesi al processo d'appello annullato dalla Cassazione, ha preso la parola: “Io parlo come operaio comunista che ha preso le armi - ha affermato - solo con le armi si sovvertono i poteri e noi rinunciamo alla difesa e revochiamo il mandato”.
Claudio Latino, presunto leader della cellula milanese, ha invece parlato di “violenza inevitabile”. Giovedì intanto Genova scenderà in piazza: i sindacati si ritroveranno prima delle 17 in Largo XII Ottobre, davanti al monumento dedicato a Guido Rossa, per confluire nella manifestazione contro il terrorismo prevista in Piazza De Ferrari.
Susanna Camusso, leader della Cgil, a Genova per la giornata conclusiva del convegno della Fillea, ha affermato: “Chi spara, chi mette bombe ce l'ha con la democrazia e con la libertà dei lavoratori di ottenere risultati. Il terrorismo non ha nulla a che fare con il disagio sociale e con la necessità di cambiare il paese”.
Presente a Genova anche Pier Luigi Bersani, per incontrare i lavoratori dell'Ansaldo che ha dichiarato: “Non possiamo permetterci una nuova strategia terroristica e nessuna giustificazione può essere data ad atti assurdi e criminali”. Il leader democratico è tornato poi sui rischi legati alla Tav: “Credo - ha detto Bersani - sia diventata un fatto simbolico, un pretesto, una bandiera e quindi quella può anche essere una chiave espressiva di posizioni che possono essere al margine di fatti preoccupanti”.
In ogni caso, ha aggiunto, “bisogna alzare la guardia e bisogna che ci sia attenzione da parte di tutti, non solo delle forze dell'ordine ma anche dell'opinione pubblica, perché bisogna stare attenti alle parole che si dicono e ai gesti che si fanno. C'è gente che non deve poter avere acqua in cui nuotare”.

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di Erika Noschese
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