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Ma per loro al masimo c'è la cassa integrazione

In 3000 manifestano a Roma contro la chiusura dell'Alcoa



In 3000 manifestano a Roma contro la chiusura dell'Alcoa
26/11/2009, 13:11

ROMA - Il corteo dei dipendenti della Alcoa è partito questa mattina da piazza Esedra, a Roma, e dovrebbe arrivare vicino Palazzo Chigi. Sono ben 3000 i dipendenti della società che si sono radunati dietro lo striscione "Energia e basta", che apre il corteo. In prima fila il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, che in campagna elettorale ad inizio anno aveva garantito un rilancio dell'occupazione dell'isola. Insieme a lui anche i sindaci di tutti i Comuni della zona del Sulcis, che rischia di essere danneggiata dalla prospettata chiusura dell'azienda, che è una importante fonte occupazionale della zona.
Durante la manifestazione, sono stati lanciati anche fumogeni; e forse questo è la causa della reazione della Polizia, in assetto antisommossa, che circonda il corteo. Durante la carica dei poliziotti, secondo fonti sindacali, uno dei manifestanti è stato colpito alla tempia da un poliziotto ed è svenuto. E' stata chiamata l'ambulanza, per i soccorsi, ma stranamente ci ha impiegato una eternità ad arrivare: oltre mezz'ora. Cosa che ha generato nuove polemiche, da parte dei manifestanti.
Durante la manifestazione è intervenuto anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che ha riferito ai manifestanti di avere parlato con un rappresentante del governo, il quale gli avrebbe riferito che per i dipendenti Alcoa è stata prevista solo la cassa integrazione. Immediato il grido dei manifestanti: "La cassa integrazione non la vogliamo". Una reazione non insolita, visto che chiudere una impresa di quelle dimensioni è qualcosa di definitivo, di solito.

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di Antonio Rispoli
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