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I dati allarmanti del rapporto annuale dell’Ecri

In Europa si è più razzisti e intolleranti

“I Paesi europei devono imparare a gestire la diversità”

In Europa si è più razzisti e intolleranti
03/05/2012, 17:05

STRASBURGO – Quelli pubblicati dall’Ecri, l’organismo del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare i fenomeni di razzismo e di intolleranza nei 47 Stati membri, sono dati a dir poco allarmanti. Vuoi per la dilagante crisi economica, ma anche per l’aumentata accettazione di discorsi xenofobi, divenuti ormai parte del dibattito corrente in molti Stati, sta di fatto che in Europa il razzismo e l’intolleranza sono in netta crescita.
È questo l’allarme lanciato dal rapporto annuale dell’Ecri, secondo il quale il Paesi europei devono imparare a gestire “la diversità” o “rischieranno di perdere un ricco bacino di talento economico”. “I governi devono comprendere – ha voluto rilanciare il neoeletto presidente dell’organismo, Jeno Kaltenbach - che la lotta al razzismo è essenziale per la costruzione di società più forti. È un errore ritenere che questa battaglia sia solo nell’interesse dei gruppi più vulnerabili”.
Alla base di questo crescente fenomeno vi sarebbero due principali ragioni. Da una parte i tagli nel settore delle politiche sociali, che comportano minori opportunità di lavoro e il conseguente aumento dell’intolleranza nei confronti dei gruppi di immigrati e delle minoranze storiche più antiche; dall’altro lato, prosegue il dossier Ecri, la retorica xenofoba, utilizzata con sempre maggior frequenza dagli estremisti e da media sociali per diffondere i loro punti di vista discriminatori.
Nel suo rapporto annuale, infatti, l’Ecri mette in guardia anche sull’uso sempre più frequente che viene fatto di internet ed in particolare dei social media per diffondere messaggi razzisti e di aperta ostilità verso determinati gruppi, sottolineando tuttavia, che sinora non sono state trovate misure efficaci per contrastare questo fenomeno.

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di Antonio Formisano
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