Cronaca / Droga

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I carabinieri di Ercolano arrestano i “Cozzolino”

In manette i pusher della movida ercolanese


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In manette i pusher della movida ercolanese
18/01/2010, 15:01

ERCOLANO – Erano i pusher della notte. Vincenzo Cozzolino era un nome e cognome che tutti i ragazzi della movida ercolanese conoscevano. Perché i Vincenzo Cozzolino ad Ercolano erano due. Uno di 40 anni e l’altro di 38, entrambi già noti alle forze dell’ordine e capaci di monopolizzare il traffico di stupefacenti nelle notti da sballo dei week end ercolanesi. Il giro d’affari dei due si è però concluso la scorsa notte. I militari dell’arma dei Carabinieri di Ercolano, nel corso di un controllo, si sono insospettiti del movimento di auto in zona centro. Molte auto con a bordo giovani si avvicinavano ad una Smart per scambiare chiacchiere e soldi. Immediatamente i militari ercolanesi hanno fatto scattare il blitz. Alla vista dei carabinieri, i due spacciatori di fama sono saliti a bordo della propria auto e si sono dati alla fuga. Nell’allontanarsi dal posto, inseguiti dalle forze dell’ordine, uno dei due Cozzolino ha pensato bene di disfarsi del materiale stupefacente gettandolo dal finestrino dell’auto in corsa. Pochi metri dopo gli uomini della compagnia di Ercolano hanno intimato lo stop alla Smart, procedendo al controllo dei due presenti. Nell’auto sono state rinvenute, e poste a sequestro, quindici dosi di cocaina per un peso totale di sei grammi. Assieme al materiale, anche 1500 euro in contanti, frutto della vendita serale di cocaina. Inoltre, un carabiniere in servizio d’opera, accortosi del materiale lanciato dal finestrino, ha proceduto al controllo della strada rinvenendo, su un marciapiede a pochi metri, un sacchetto contenente tre dosi dal peso totale di un grammo. Immediate sono scattate le manette per i due spacciatori della movida ercolanese. Dopo successiva perquisizione nelle abitazioni dei due, i carabinieri hanno messo a sequestro panetti di cocaina, per un totale di 190grammi di peso e materiale vario per il confezionamento della merce. Gli arrestati sono stati condotti al carcere di Poggioreale.

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di Salvatore Formisano
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