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Di Nardo era al mare con la compagna

In manette il superboss dei Mallardo


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In manette il superboss dei Mallardo
26/08/2013, 10:23

NAPOLI - E' ritenuto l'attuale reggente del clan Mallardo, una potente organizzazione criminale attiva nel Napoletano. Ricercato dallo scorso anno in tutta Europa perché destinatario di due ordini di arresto, Michele Di Nardo, 34 anni, non ha però rinunciato a trascorrere qualche giorno di vacanza a Palinuro, uno dei più rinomati centri turistici del Cilento con la sua compagna di 26 anni. E proprio dinanzi ad un bar della nota località cilentana, che i carabinieri lo hanno arrestato. Non ha opposto resistenza, né ha cercato di fuggire. In tasca aveva due biglietti per accedere ad una discoteca della zona e circa duemila euro in contanti, oltre ai documenti di riconoscimento falsi. Non usava telefonini ed era particolarmente attento negli spostamenti. Ma ciò non ha impedito ai carabinieri di individuarlo. Da giugno dello scorso anno si era reso irreperibile: era sfuggito ad un maxiblitz disposto dalla DDA di Napoli nell'ambito di un'inchiesta, conclusasi con l'arresto di 47 persone, per associazione per delinquere, estorsione e detenzione di armi. Di Nardo, secondo gli investigatori, da qualche tempo - dopo l'arresto dei capi storici, ovvero Giuseppe e Francesco Mallardo - era al vertice del clan di Giugliano , un'organizzazione criminale da sempre in collegamento con i Licciardi di Secondigliano e i Casalesi fazione ''Bidognetti'' di Casal di Principe. Una malavita imprenditrice capace di investire in attività commerciali milioni e milioni di euro. I colpi che lo Stato ha inferto sono stati però notevoli, soprattutto col sequestro di ingenti patrimoni. Secondo quanto accertato dai carabinieri, Di Nardo era giunto a Palinuro da qualche giorno e sotto falso nome aveva preso in fitto una villetta. Gli uomini dell’arma sono giunti a lui seguendo gli spostamenti della compagna. Il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha espresso ''il più vivo apprezzamento'' per l'operazione dei Carabinieri e ha sottolineato la necessità d'intensificare l'azione di contrasto proprio in quelle aree ritenute ''apparentemente non influenzate dalla criminalità organizzata''. ''Un successo - ha detto il vicepresidente del Copasir, il senatore Giuseppe Esposito - dovuto soprattutto alla tenacia e all'instancabile attività investigativa e di tutela della sicurezza che le forze dell'ordine svolgono, nonostante grandi difficoltà.

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di Rosario Lavorgna
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