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Bastone gestiva il traffico di coca con la Colombia

In manette trafficante internazionale degli Scissionisti


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In manette trafficante internazionale degli Scissionisti
11/03/2013, 11:35

NAPOLI - E’ finita la latitanza di Antonio Bastone, 34 anni, elemento di spicco del clan Abete-Abbinante-Notturno. Con un blitz congiunto dello Scico della Guardia di Finanza e dei ROS dei Carabinieri, Bastone è stato stanato a Mugnano di Napoli in una villetta dove si era recato per incontrare i suoi familiari. Bastone è considerato responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti: in particolare l’uomo manteneva stretti legami con i narcos columbiani. Quando è stato sorpreso dall’operazione delle forze dell’ordine, Bastone si stava nascondendo in un bunker super segreto ricavato alle spalle di una cabina armadio in camera da letto. L'apertura del bunker, di due metri per due, era azionata da un telecomando e lo collegava con la camera da letto per permettergli, in caso di irruzione notturna da parte delle forze dell'ordine, di potersi dileguare facilmente. Bastone, già arrestato in passato per altre vicende giudiziarie, era l'unico che era riuscito a sfuggire ad un primo tentativo di cattura lo scorso 26 febbraio quando è stata data esecuzione al provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso il 15 gennaio 2013 dal Gip del Tribunale di Napoli che ha portato all'arresto di altre cinque persone. Le indagini, avviate nell'agosto 2006 e concluse nel 2009 dal R.o.s. dei carabinieri di Napoli, hanno permesso di documentare consolidati collegamenti tra il gruppo camorrista dei Bastone - sodalizio con struttura prevalentemente familiare, dedito al traffico di stupefacenti, all'epoca dei fatti, per conto del clan 'Amato-Pagano', già egemone nel rione 'lotto g' del quartiere partenopeo di Scampia, ed i gruppi di narcotrafficanti colombiani in Spagna, Olanda e nelle regioni colombiane di santa Marta, Cartagena, Antiqua, Medellin e Bogotà. Con l’arresto di Bastone si è inferto un durissimo colpo agli accordi esistenti tra la camorra partenopea e i narcotrafficanti sudamericani.

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di Rosario Lavorgna
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