Cronaca / Droga

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Nel blitz di stanotte sequestri e dieci arresti

In manette “zio Paolo”, il “Pablo Escobar” di Scampia


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In manette “zio Paolo”, il “Pablo Escobar” di Scampia
19/01/2010, 12:01

NAPOLI – Blitz in grande stile questa notte a Napoli per i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, che hanno stretto le manette ai polsi di dieci persone, ritenute legate alla cosca degli Scissionisti, i “ribelli” del clan di Lauro che alcuni anni fa, con una lunga e sanguinosa faida, riuscirono a strappare al gruppo di Ciruzzo il Milionario il controllo degli affari illeciti.
Tra gli arrestati di questa notte anche Paolo Gervasio, personaggio di primo piano nel narcotraffico: conosciuto come “zio Paolo”, Gervasio era ritenuto il “Pablo Escobar” di Secondigliano, perché a capo dell’intero mercato della cocaina nel territorio oltre che gestore della piazza di spaccio “33”, smantellata oggi; ma gli interessi di “zio Paolo” non si limitavano alla “neve”: secondo l’accusa, infatti, gestiva anche un redditizio giro di usura, con tassi tra il 200 ed il 300%. L’inchiesta è partita nel luglio scorso, dopo l’arresto di una donna che deteneva decine di dosi di sostanze stupefacenti. L’organizzazione operava nel quartiere Scampia, nella zona detta “delle 33”, dove vi era, almeno fino al blitz, una delle principali piazze di spaccio.
Le accuse, per le dieci persone fermate, vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere finalizzata all’importazione e al traffico degli stupefacenti, allo spaccio al dettaglio di ogni tipo di droga, aggravata dalla partecipazione ad una organizzazione camoristica. Il gruppo guidato da Gervasio, che secondo gli inquirenti utilizzava il denaro proveniente dal narcotraffico per finanziare l’usura, in passato era stato legato al clan Di Lauro, successivamente era passato dall’altro lato della barricata, ovvero dalla parte degli Scissionisti di Raffaele Amato e Cesare Pagano.
Proprio con Raffaele Amato, ritengono gli investigatori anche sulla base delle dichiarazioni dei pentiti, c’era una sorta di filo diretto: Gervasio era in grado di ricevere dalla Spagna ingenti quantità di cocaina trattando direttamente con Raffaele Amato, prima che questi venisse arrestato. “Zio Paolo” non si limitava a trattare però soltanto cocaina al dettaglio: i suoi clienti potevano rivolgersi a lui per qualsiasi tipo di sostanza stupefacente. Così il “Pablo Escobar” di Secondigliano era diventato il punto di riferimento anche per eroina, crack, kobret, hashish e marijuana.
Durante il blitz, partito in piena notte, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni riconducibili agli indagati sebbene formalmente intestati a loro familiari. Nei verbali si parla di un centro scommesse di Scampia (a due passi dalla stazione della metropolitana), una caffetteria di Melito di Napoli ed un complesso immobiliare di Villaricca del valore complessivo stimato in due milioni e mezzo di euro.
Tra i fermati, oltre a Paolo Gervasio, Salvatore De Curtis, Luca De Gennaro, Rosario Cafasso, Antonio Avallone, Antonio Andolfi, Mario Abbatiello, Susi Leoncito, Antonio Grasso.

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di Nico Falco
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