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Folla commossa al Celio per l'alpino morto in Afghanistan

In migliaia in fila per l'ultimo saluto a Matteo Miotto


In migliaia in fila per l'ultimo saluto a Matteo Miotto
02/01/2011, 18:01

ROMA - Circa un migliaio di persone per l’ultimo saluto all'alpino Matteo Miotto, ucciso da un cecchino mentre era di guardia ad una base militare in Afganisthan. Una fiumana che attende di entrare nella camera ardente, allestita al Policlinico militare del Celio, fatta di gente comune, ma anche di alpini, commilitoni , che ha voluto rendere omaggio al giovane Matteo. "Siamo qui - raccontano alcuni ragazzi davanti al Celio - perché è un dovere salutare un nostro coetaneo morto per la libertà di un paese". Tra i primi ad entrare nella cappella dell'ospedale militare, dove è stata posta la bara avvolta dal tricolore,  la madre , la signora Annna dal Ferro e papà Francesco insieme a Giulia, la fidanzata di Matteo. "Era uno dei migliori  -  dice il tenente Andrea Trevison - aveva la montagna nel sangue. Era uno dei suo sogni quello di diventare alpino e prendere tutte le specializzazioni da alpiere. Ci era riuscito , superando il corso d'addestramento a pieni voti. Il suo ricordo -  continua l'ufficiale e amico di Andrea - è quello di una persona sempre allegra e gioviale, con un grande spirito di sacrifico e di altruismo , metteva il prossimo sempre prima di sé".  Tra le personalità intervenute alla camera ardente anche il senatore del Pd, Ignazio Marino e il capo di stato maggiore dell'esercito Tarricone ed il generale di corpo d'armata Valotto.

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di Davide Gambardella
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