Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Continua la campagna di odio contro gli orsi della zona

In Trentino ordinata la caccia all'orso "problematico"

Trovata una pecora sbranata, appartenente al parroco

In Trentino ordinata la caccia all'orso 'problematico'
21/03/2011, 11:03

TRENTO - L'ultima goccia è stato il fatto che è stata trovata sbranata la pecora di don Igor, parroco di Roncone, comune in provincia di Trento. La colpa è stata attribuita ad uno dei circa 30 orsi che popolano i boschi del Trentino, Dj3. Il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai - che non si è mai dimostrato tenero verso l'ambiente - non ci ha pensato due volte: l'orso va catturato e messo in un recinto, in attesa di decidere se mandarlo altrove o eliminarlo. Respinta anche la richiesta degli ambientalisti di sostituirlo con un altro orso proveniente dalla Slovenia. Ad incendiare la situazione, soprattutto la Lega, con conferenze stampa e interrogazioni alla Provincia o ai comuni cerca di sfruttare politicamente la situazione.
Il punto è che a molti trentini non piace che ci siano gli orsi. Non è una grande popolazione, solo una trentina di elementi, ma vengono accusati spesso di fare strage di polli, pecore ed altri animali da allevamento. E qui si ripropone il solito problema: nessun animale uccide solo per sfizio. Solitamente, quando un animale ne uccide un altro, lo fa per nutrirsene. C'è qualche eccezione. Per esempio, se un animale entra in un pollaio, il vedere tante prede in uno spazio ristretto che non possono fuggire, fa perdere loro la testa e fanno una strage. Ma come si fa a dire che è stato un orso? Non credo che si facciano esami specifici per valutare se è stato un orso, una volpe, una faina o magari - perchè no? - un cane randagio. Anche perchè in natura l'orso non ama la carne fresca, preferisce quella delle carcasse. Questi orsi invece hanno poco di naturale: stretti in un ambiente sempre più "umano", cominciano a considerare le case o l'asfalto come parte del loro territorio. E questo spesso li spinge nei guai. Come capitò a Jurka, che spesso veniva vista sulle piste da sci. O al figlio di questa, Bruno, ucciso in Baviera nel 2006. O a Jj3, il fratello di Bruno, ucciso dagli svizzeri nel 2003. Ma non ci sono mai state aggressioni ad esseri umani. E questo dimostra che la pericolosità non è elevata, anche se si tratta di animali grossi. Naturalmente il discorso è diverso se poi, come fanno molti "turisti" idioti, li si va a disturbare vicino alle loro tane, magari quando hanno i piccoli.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©