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In un quadro dell'Ottocento la foto dell'opposizione a Putin


In un quadro dell'Ottocento la foto dell'opposizione a Putin
01/03/2012, 19:03

Sembra un quadro di fine ottocento, ma e' una fotografia. Un gruppo di persone vestite di scuro avanza a fatica sulla neve quasi in fila indiana. Una di loro, porta una bandiera rossa. Sullo sfondo i tetti di Mosca, la cattedrale di Cristo il salvatore. Il cielo livido di una giornata di gelo di inizio febbraio, il fumo di comignoli si trasforma in nuvola attraverdandolo. Fra tutti gli scatti della stagione di proteste iniziata dopo le elezioni legislative dello scorso dicembre e' quella destinata a rimanere nel tempo. Il suo autore le ha dato un titolo quasi tecnico ''Dopo il rally. 2012/04/02 Mosca'', ma sui social network dove e' circolata con insistenza insieme alle notizie sui brogli e manifestazioni, e' stata battezzata ''Olio su tela''. A pochi giorni da quelle presidenziali, il fotografo che l'ha scattata, Artem Zhitenev, spiega in una intervista all'Adnkronos la storia di questa immagine. ''Quel giorno, il tempo era molto freddo, con circa 20 gradi sotto zero. La manifestazione era durata quattro ore. Avevo scattato moltissime foto, ma l'inquadratura che mi serviva ancora non era saltata fuori. Questa foto ho fatto gia' alla fine. La gente stava cominciando a disperdersi, sono andato con loro verso la stazione della metropolitana, per recarmi in redazione a scegliere le fotografie. Avvicinandomi a un punto piu' alto, di fronte al Cremlino, mi sono girato e ho visto l'immagine come se provenisse dal passato. La bandiera rossa, la gente e la cattedrale alle loro spalle. Forse era proprio questa l'inquadratura che avevo cercato durante tutta quella fredda giornata'', ricorda Zhitenem. ''Di recente Mosca e' cambiata molto, con un sacco di nuovi edifici e palazzi di uffici alti. Man ecco, questo panorama poteva essere di cent'anni fa'', spiega, ricordando la distruzione della Chiesa negli anni Trenta, la piscina al suo posto, e poi la sua ricostruzione negli anni Novanta. Nessuno studio. Nessuna posa, solo il suo istinto. ''Penso che le fotografie non possano essere costruite'', ci dice. ''Abbiamo un maestro, sia la letteratura, la musica, la pittura. Mio nonno era un pittore, a casa c'erano diversi album di immagini che da bambino amavo guardare'', ricorda. Fra i pittori preferiti di Zhitinem, Kuzma Petrov-Vodkin, e il suo quadro del 1928 "La morte del commissario". ''Sembra come se l'artista gia' sapesse dell'esistenza del grandangolo''. Sul web invece la fotografia viene associata a un'opera dei 'Peredvizniki'', i pittori ambulanti russi di fine Ottocento che si proponevano di contrastare l'autoritarismo e la con mostre itineranti dei loro lavori caratterizzati dalla spontaneita' e dalla luce. Zhitenev, che non ha ancora deciso dove coprire le elezioni presidenziali domenica, e' un professionista. ''Ho partecipato alla manifestazione come reporter. E' il mio lavoro. Mi capita di coprire eventi diversi. Per esempio, lo scorso 23 febbraio, ho fatto fotografie durante una manifestazione in sostegno di Putin. Ma questa e' un'altra storia. Come cittadino, sono decisamente dalla parte di chi partecipa alle manifestazioni in favore di le elezioni corrette''.

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di Redazione
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