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Presentati i dati del 2008, migliore situazione dal 1951

Inail: incidenti sul lavoro mai così pochi


Inail: incidenti sul lavoro mai così pochi
24/06/2009, 16:06

E’ stato presentato il rapporto dell’Inail relativo al 2008 che, nella sua drammaticità, rappresenta comunque un record positivo: il numero di morti bianche in Italia, per la prima volta dopo il 1951 (anno a partire dal quale si hanno statistiche attendibili), è sceso al di sotto dei 1200 casi all’anno. Presentato stamattina a Montecitorio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e dal commissario straordinario dell’Inail, Marco Fabio Sartori, il rapporto evidenzia un calo del 4.1% degli infortuni denunciati ed un calo del 7.2% degli incidenti mortali, rispetto al 2008. I dati dimostrano che si è trattato, a partire dal 2001, di un calo continuo e sostenuto: la percentuale di infortuni mortali sul posto di lavoro è sceso nel 2008 del 32.5%, mentre quelli in itinere (ovvero quelli avvenuti sul percorso casa lavoro e viceversa) sono calati del 6.8%.
Secondo l’ultima relazione resa disponibile da Eurostat, che tiene conto degli incidenti con assenze dal lavoro di almeno 4 giorni e non considera gli infortuni in itinere, nel 2006 l’indice degli incidenti in Italia risulta più favorevole rispetto a quello dell’Europa, contribuendo a sfatare l’idea che la ‘maglia nera’ appartenga al Belpaese. L’Italia ha infatti registrato un calo infortunistico pari a 2.812 infortuni per 100mila occupati, inferiore alla media delle due aree Ue (3.469 per l'Area-euro e 3.013 per l'Europa a 15), registrando quindi un tasso di incidenza al di sotto di Paesi come Spagna, Francia e Germania. Anche per gli incidenti mortali (2.9 decessi per 100mila occupati nel 2006 in Italia), anche registrando un indice leggermente superiore alla media europea, la situazione è migliore rispetto a Portogallo, Austria, Grecia, Spagna e Francia. Il dato risulta ancora più favorevole, però, se si considera che il 2006 è stato un anno per l’Italia in controtendenza, rispetto ai valori registrati negli anni precedenti e successivi, che tendevano al calo.
Sul fronte delle malattie sviluppate sul posto di lavoro, si registra nel rapporto Inail una tendenza al rialzo negli ultimi due anni dell’11%. Con quasi 30mila denunce di malattie professionali, i casi sono circa mille in più rispetto all’anno 2007 (3.2%), quando si erano registrati duemila casi in più (aumento del 7.4%) rispetto al 2006. Gli aumenti però, spiega sempre il rapporto, non sono tanto da imputare a condizioni lavorative peggiori, quanto più ad una maggiore sensibilità e conoscenza del problema. Fra le malattie professionali, quella più frequente per numero di denunce è la sordità, con una incidenza che però diminuisce di anno in anno, passando al 30% (circa 7.500 casi) al 20% del totale nel 2008 (circa 5.700 casi).
Fra le malattie emergenti, quelle che colpiscono l’apparato muscolo-scheletrico ed i disturbi psichici correlati al lavoro (500 casi l’anno, gran parte dei quali individuati come mobbing). Quanto alla geografia degli infortuni sul lavoro il rapporto Inail 2008 evidenzia come il 61 per cento sia concentrato al Nord industrializzato: in particolare Lombardia (150mila casi), Emilia Romagna (124mila casi) e Veneto (140mila casi). Ma e' l'Umbria la regione con il triste primato di frequenza infortunistica, seguita da Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. un ultimo dato rilevante riguarda i lavoratori stranieri: restano vittime degli incidenti sul lavoro di piu' di quelli italiani (44 infortuni denunciati ogni mille occupati contro 39, il 16,4 per cento del totale). Mentre sono 180 nel 2008 gli incidenti mortali denunciati.

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di Nico Falco
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