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Resta in pericolo di vita il neonato di 3 mesi

Incendio al campo rom, Alemanno: "Ora demoliamolo"


Incendio al campo rom, Alemanno: 'Ora demoliamolo'
27/08/2010, 13:08

ROMA - Restano gravissime le condizioni del neonato di 3 mesi ricoverato questa notte all'ospedale San Camillodi Roma, dopo essere stato salvato a stento dall'incendio che ha bruciato quattro baracche nel campo rom romano in via Morselli e ha ucciso il fratellino di 3 anni, trovato carbonizzato. Il neonato è in pericolo di vita ed è stato abbandonato in ospedale dai genitori che, dopo essersi fatti medicare le mani, che erano rimaste leggermente ustionate, sono spariti ed ora sono irreperibili.
Molto diverse le reazioni istituzionali della Capitale. Il sindaco Alemanno ha dato ordine di demolire il campo dove è scoppiato l'incendio - abitato da 63 persone di cui 18 minori - in quanto si tratta di una struttura abusiva, sorvolando sulla morte del bambino. Parlando alla stampa, Alemanno ha specificato: "La morte atroce di un bambino romeno di tre anni è un grave lutto che colpisce la nostra città. Sono i terribili rischi e i drammi che si vivono negli accampamenti abusivi che da troppi anni esistono a Roma. Questo dimostra - ha ribadito il sindaco di Roma - che bisogna andare avanti rapidamente sul nostro piano nomadi che nella sua piena realizzazione prevede lo sgombero di tutti i campi abusivi per portare coloro che non hanno residenze fisse all'interno di campi autorizzati pienamente controllati sul piano della legalità, della sicurezza e della vivibilità. Rifletta chi ci lancia accuse di deportazioni quando sgomberiamo accampamenti abusivi per trasferire nomadi e baraccati dentro campi regolari e strutture di accoglienza".
Peccato che i "campi regolari" assomigliano a lager: sovraffollati, recintati e con la Polizia all'ingresso. Non è il massimo dalla vita

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di Antonio Rispoli
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