Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il racconto: tre grosse esplosioni e a seguire le fiamme

Incendio alla fabbrica "Lafumet": 4 operai gravi a Torino

Sono tutti extracomunitari e riportano gravi ustioni

Incendio alla fabbrica 'Lafumet': 4 operai gravi a Torino
26/03/2012, 18:03

TORINO – Anche questa nuova settimana si apre con una notizia che conferma, ancora una volta, come in Italia siano sempre più numerosi i casi di incidenti sul lavoro. Quattro operai sono rimasti gravemente feriti in seguito a una serie di esplosioni, e al successivo incendio generatosi, verificatosi nel primo pomeriggio in un capannone nella ditta “Lafumet”. Siamo a Villastellone, nel torinese, dove l’impresa opera da diversi anni nel settore del trattamento dei rifiuti ecologici.
L’incidente, secondo una prima ricostruzione, è avvenuto nel reparto stoccaggio dei liquami, dove i quattro uomini stavano lavorando con dei macchinari per la compressione dei rifiuti. Sono ancora da capire le ragioni di quanto accaduto, mentre sul posto è stato immediato l’intervento dei carabinieri, dei vigili del fuoco e di diverse ambulanze del  118, che hanno prestato soccorso ai lavoratori della ditta. I quattro feriti più gravi, classificati come codice rosso, sono stati subito intubati e trasportati all’ospedale Cto di Torino: si tratta di Hassan Karloche, 38 anni, Amed Badredine, di 42, Mustafa Ganfafoudi, di 47 e Becher Guizani, anche lui di 47.  Sono tutti extracomunitari e riportano gravi ustioni. Vi sarebbe anche un quinto operaio ferito, ma per fortuna non in condizioni gravi come gli altri.
L’azienda “Lafumet”, situata a Villastellone, a pochi chilometri dalla tangenziale torinese e nata nel 1955, tratta rifiuti provenienti da tutta Italia: si estende su un’area di 50 mila metri quadri, dei quali 20 mila di fabbricati. Non è la prima volta che diventi teatro di un grande incendio. Già nel luglio 2003 si verificò un caso simile: le fiamme si svilupparono alla sera e i vigili del fuoco lavorarono tutta la notte per domarle. In quell’occasione, però, non ci furono feriti.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©