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Per il centro storico urge un piano anti-incendio

Incendio di Santa Chiara: la Iervolino consegna targhe di merito tra le polemiche


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Incendio di Santa Chiara: la Iervolino consegna targhe di merito tra le polemiche
23/11/2009, 17:11

NAPOLI- Premiati, nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo, i carabinieri, i vigili urbani, gli agenti di polizia ed i vigili del fuoco protagonisti dell’azione di soccorso resasi necessaria in seguito ad un imponente incendio esploso due settimane fa nel centro storico di Napoli. A consegnare le targhe d’argento e le medaglie d’oro per il coraggio e la professionalità dimostrate durante le operazioni di messa in sicurezza degli abitanti di via santa Chiara, c’era il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. “Queste medaglie non sono d’oro vero ma noi amiamo parlare di “oro del cuore” per il senso d’ammirazione e riconoscimento che proviamo nei confronti di questi uomini e di queste donne così pieni di coraggio e senso del dovere” ha dichiarato il Sindaco che poi ha conferito le onorificenze a cinque membri delle forze dell’ordine e alla squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento del centro storico diretto dal VC Paolo Giovanni Costantino.
Per la precisione si tratta del maresciallo capo dei carabinieri Giuseppe Menditto, del maresciallo dei carabinieri Gerardo Pampena, dell’assistente della Polizia di Stato Matteo Lorenzo Fumagalli, dell’assistente capo della Polizia Municipale di Napoli Ercole Riccio e dell’agente della Polizia Municipale di Napoli Linda Silvestro.
Targhe e medaglie sicuramente meritate dalle forze dell’ordine che, quasi sempre, sono costrette ad agire in situazioni di forte disagio logistico ed in carezza di mezzi e strumenti adatti a far fronte alle emergenze; specialmente in zone caratterizzate da stretti vicoli come quelle del centro storico partenopeo. Nell’area urbana interessata dal pericoloso incendio, infatti, pare non esistere un piano d’emergenza adeguato e, soprattutto, una serie di idranti a norma che possa favorire i pompieri nell’opera di annientamento delle fiamme. Non solo: i mezzi di soccorso sono troppo grandi per potersi muovere con agilità all’interno delle strettoie cittadine e, spesso, i soccorritori sono costretti a proseguire a piedi per raggiungere i luoghi da mettere in sicurezza.
Riguardo l’episodio di via Santa Chiara, ad esempio, i vigili del fuoco sono riusciti a sedare le fiamme solo grazie all’unico idrante presente in piazza Banchi Nuovi. Inoltre, Via Cadelora, passaggio obbligatorio per giungere sul luogo dell’incendio, risulta essere una delle strade più larghe del centro storico. Al prossimo incidente simile, che ovviamente ci si augura non accadrà mai, le convergenze fortuite potrebbero però venire a mancare e, le azioni eroiche di uomini come quelli premiati quest’oggi, rischierebbero di essere vane. Occorre dunque recuperare un piano di misure anti-incendio che al momento è, per usare un eufemismo, abbastanza frammentario; con le colonnine di metallo per segnalare gli idranti praticamente assenti e la mancanza di mezzi di soccorso più piccoli e quindi maggiormente adatti a muoversi tra le strettoie e i vicoli del centro storico. L’impegno richiesto all’amministrazione comunale è dunque semplice quanto fondamentale: non affidarsi mai più alla fortuna e al coraggio dei soccorritori per far fronte a situazioni che mettono in serio pericolo l’incolumità dei cittadini e dei soccorritori stessi ma, al contrario, provvedere all'attuazione celere ad un efficace piano di soccorso. In sintesi:
più idranti e mezzi adatti e meno cerimonie che sanno tanto, forse troppo, di polvere nascosta sotto al tappeto.

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di Germano Milite
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